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Santa Petronilla e la sua leggenda In evidenza

febbraio, 1985
Oliveto Rodoni
Il Biaschese

Vi siete già chiesti, o lettori, come mai quell’ameno e caro luogo, oggi non solo meta di bagnanti, di raccoglitori di castagne e di funghi, di allevatori di pecore, ma anche di turisti e di gente che ogni tanto sente il bisogno di avvicinarsi e di riappacificarsi con la natura, qui austera e a volte quasi sublime, fu chiamato con il nome di questa Santa?

E come mai l’Oratorio o che chiesetta che dir si voglia, costruito nel 1638 da uno sparuto gruppo di Biaschesi scampati dalle tre ondate di peste che martoriarono il paese, fu dedicato alla stessa Santa?

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Gruppo di Biaschesi davanti all’Oratorio di Santa Petronilla in occasione del 650° anniversario della carta della libertà. Si riconoscono: sulla porta don Plinio Vescovi. Alfiere è Flavio Rossetti di Alberto. Si riconoscono alla sua sinistra Alice Vanina-Speck, l’usciere Giuseppe Rodoni, il sindaco Tognola seminascosto dalla madrina Annamaria Rossetti, il Pretore Totti, Atene Gianola, il cons. fed. Enrico Celio. L’ultimo a destra è il vice sindaco Guido Rivera.

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Oratorio di Santa Petronilla

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Archivio Museo della Memoria: MDM0685

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23 settembre 2022
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