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1/5 Infanzia e gioventù

2022
Bruno Bergomi
Atte-Museo della Memoria

Sonya Robbiani-Martini da piccola percepisce l’atmosfera della seconda guerra mondiale; l’oscuramento, le truppe dei soldati che passavano a volte cantando. Ricorda persone, spesso italiane, che si presentavano nella panetteria del papà Mario per avere un po’ di pane, che ad alcuni veniva dato gratuitamente, anche se non erano tempi facili per la sua famiglia.

Dopo le elementari frequenta le scuole maggiori ubicate di fronte al negozio dei genitori e ricorda il papà che, durante la ricreazione, vendeva i panini con le uvette agli scolari. Quello è stato un periodo di rinascita dopo gli anni difficili della guerra. In quel periodo, prima della scuola, consegnava il pane alle famiglie delle vicinanze e più avanti con il padre andava a portare pane e dolci ai clienti.

Ricorda i giochi con i compagni e le compagne di quartiere a Locarno, vicino alla zona del Rivellino (adiacente al Castello Visconteo), cercando un quasi passaggio segreto che dicevano portasse a Minusio; “rubava” i fiammiferi e qualche candela da casa sperando di superare l’oscuro cunicolo, ma la Casa di Ferro non è mai stata raggiunta.
Ogni sabato aveva il compito di consegnare un plumcake a una famiglia di Minusio e per risparmiare qualche soldo non prendeva il tram, ma ci andava a piedi.
Locarno era già una città turistica, con la festa dei fiori e un’altra in autunno per le quali con le compagne andava a vendere mazzetti di fiori raccogliendo dei soldi che, ogni tanto, a sua insaputa, venivano rubati… La pasticceria dei genitori lavorava bene grazie anche ai turisti e alle persone che scendevano dalle valli circostanti.
Prima di trasferirsi a Bissone frequenta l’Istituto Villa Erica di Locarno e fa un anno di ragazza alla pari a Losanna.

Vai al dossier Sonya Robbiani-Martini cliccando qua.

Archivio Museo della Memoria: MDM0678

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27 febbraio 2023
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00:05:17

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