Dall'Australia con disillusione
Dall'Australia con disillusione
Le dure necessità economiche non bastano a spiegare l'emigrazione in massa dalle valli ticinesi verso i nuovi continenti. Soprattutto la partenza verso l'Australia di circa 2000 emigranti, quasi tutti uomini giovani, nel decennio 1850-1859, è stata in gran parte il risultato di una sistematica opera di propaganda, al limite della truffa, da parte delle agenzie d'emigrazione. Queste ditte, che agivano in collaborazione con armatori dei porti di Liverpool, Amburgo e Le Havre, hanno organizzato una campagna di persuasione per sedurre con false promesse i candidati all'espatrio. Si faceva balenar loro la possibilità di facili e rapidi guadagni come cercatori d'oro, si garantiva un viaggio confortevole e l'assistenza sul posto per trovare lavoro. Promesse fallaci, crudelmente smentite dalla realtà. Viaggi interminabili in condizioni spaventose; emigranti ammassati come bestiame sui velieri; vitto scarso e pessimo; rischio elevatissimo di malattie e di morte. Chi sopravviveva a tutto ciò doveva poi affrontare l'impatto con la realtà australiana. Sui campi auriferi regnava una feroce concorrenza tra cercatori e i buoni filoni erano rarissimi. Molti emigranti ticinesi hanno rivoltato inutilmente montagne di ghiaia, svolgendo un lavoro massacrante.
Le lettere inviate dall'Australia narrano la triste avventura di questi diseredati ingannati da un'opera di persuasione sistematica, intrapresa proprio in uno dei momenti di maggior crisi economica in Ticino. Famiglie e comuni si sono indebitati per riunire le somme di viaggio necessarie a finanziare l'espatrio. Molti di coloro che avevano tentato di far fortuna in Australia sono riusciti a malapena a racimolare i soldi per pagarsi il viaggio di ritorno o dirigersi verso la California. Di tutti i capitoli dell'emigrazione ticinese, quello australiano è stato il più negativo e tragico.
Indicizzazione delle sequenze:
1. Storia e memoria dell'emigrazione (1'01''-9'10'')
2**. Titoli** (9'10''-10'15'')
3. Tracce di Ticino in Australia (10'16''-12'05'')
4. La figlia dell'emigrante (12'06''-14'05'')
5. Il Ticino povero dell'Ottocento (14'06''-22'43'')
6. Promesse allettanti (22'44''-25'22'')
7. Come si finanzia l'emigrazione (25'22''-31'39'')
8. Sociologia degli emigranti (31'40''-33'41'')
9. La partenza e il viaggio (33'41''-42'32'')
10. L'impatto con la realtà australiana (42'33''-49'28'')
11. Primo bilancio dell'emigrazione (49'29''-51'16'')
12. La lotta per la vita: immigrati e aborigeni (51'17''-55'28'')
13. Alterne fortune di ticinesi in Australia (55'29''-62'20'')
14. Un cantone dissanguato (62'20''-64'17'')
15. "Vedove bianche" e misoginia (64'18''-69'59'')
16. Ridimensionamento e fine del sogno australiano (70'00''-76'37'')
17. Il mito dell'emigrante ricco (76'38''-78'24'')
L’Archivio della memoria di Stabio è nato nel 2010, grazie allo stimolo di un gruppo di appassionati di storia e cultura con lo scopo di raccogliere le testimonianze dei diretti protagonisti della vita quotidiana del paese, prima che si attuasse il turbinio di innovazioni che lo hanno cosὶ profondamente modificato.