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Video 5/7 – I divertimenti

20 novembre 2019
Atte-Museo della Memoria

Silvano ricorda che da ragazzino, con gli amici, andava a caccia di trote nel riale che acciuffava con le mani e nel bosco con la fionda a caccia di animaletti da mangiare: ricci, corvi, scoiattoli e ghiri. Verso i diciott’anni scendeva a Lugano per andare al Supercinema o al Rex, pagando l’entrata un franco e settanta centesimi e, se il film era più lungo del solito, perdeva il tram delle 16.30 e rientrava con quello delle 19.00, rassegnato al rimprovero del padre. I giovani erano molto controllati dai genitori e, quando andavano a ballare, il rientro a casa era imposto per le ore 21.00. Durante il carnevale gli abitanti di ogni paese aveva il suo soprannome: quelli di Cadro erano “i padell” (le padelle), quelli di Sonvico “I zocorón” (gli zoccoloni), quelli di Villa Luganese “I cavri” (le capre). I vari paesi limitrofi si univano per allestire il corteo e alcuni costruivano perfino un carro; a Cadro si cucinava risotto con le luganighe. Negli anni ’50 un gruppetto di persone fonda lo sci club Cadro che, durante gli anni fortunati, quelli con la neve, organizzava alcune trasferte nel Cantone, e il ricordo corre a quella volta che i bambini tornarono da una giornata sciistica con un mazzo di fiori secchi. Niente neve.

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Archivio Museo della Memoria: MDM0477

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22 ottobre 2020
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