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Io, anch’io sono l’America. La seconda nascita del negro in America

16 marzo 1950
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

A pagina 4 del settimanale «Radioprogramma», andato in edicola l’11 marzo 1950, in una sezione dedicata al teatro radiofonico, veniva presento lo «Studio radiofonico di Bixio Candolfi» che sarebbe andato in onda la sera di venerdì 17 marzo alle 20:10 con il titolo: «Io, anch’io sono l’America. La seconda nascita del negro in America».

Il lavoro di Candolfi, realizzato da Eros Bellinelli, era descritto con queste parole:

«La cultura negra nasce come distanza fra una tradizione alla quale non ci si può più riferire e una civiltà alla quale non ci si può ancora integrare. È l’urto con l’America, quando il gigantismo industriale del Nord conferma e approfondisce lo schiavismo del Sud, il fatto primario che mobilita al massimo la cultura negra, intonandone lo squallore e il lamento, la vagante protesta, talvolta l’altissimo canto e chiudendo (Wright: “Littérature noire américaine” su “Temps modernes”) le sue possibili evoluzioni per instaurare un catalogo di involuzioni e di cadute, per restaurare la razza, con la sua coesione tragicamente accentuata ma col suo valore pur sempre caotico». Così comincia un articolo di Brunello Rondi, in una pagina che la e Fiera letteraria» recentemente ha dedicato alla poesia negra. Una pagina che reca anche la firma di M. Franciosa, e quella, tanto più autorevole, di Leone Piccioni, autore di «Letteratura dei negri d’America», opera che ha ormai raccolto, l’unanime consenso degli specialisti e dei profani; e, inoltre, poesie di L. S. Sénghor (il compilatore dell’antologia dei poeti negri di lingua francese, per la quale Sartre ha dettato una mirabile introduzione) di Richard Bruce, di P. L. Dunbar, della giovanissima Gwendolyn Brooks, per il Piccioni, oggi forse la maggiore voce della poesia negra. E nel «Mondo» della scorsa settimana, Corrado Alvaro scrive, all’inizio di un suo articolo intitolato «I negri bussano» e dedicato alla tournée italiana della straordinaria danzatrice Katherine Dunham: «Katherine Dunham coi suoi danzatori e i suoi musici porta sul palcoscenico il senso del vario popolo negro che si sta muovendo in tutto il mondo. Come il vecchio schiavo Esopo, questo popolo porta come segno del suo riscatto e passaporto l’arte. È ancora la forma in cui esso si può fare intendere».

Ora, gli articoli dei giornali citati, possono bastare a testimoniare un interesse assai vivo, oggi, in Italia, intorno al problema dei negri e alla loro produzione artistica. E, l’introduzione ai due articoli, di Brunello Rondi e Corrado Alvaro, servono a felicemente introdurre una nostra trasmissione (cui dà il titolo un verso di una famosa poesia di Langston Hughes «lo, anch’io sono l’America»), dedicata a quella tragica avventura dei negri d’America che Richard Wright, una delle figure più rappresentative della letteratura negra contemporanea, definisce «una seconda dolorosa nascita».

La trasmissione è condotta su testi di Richard Wright (di cui la Ghilda del Libro ha curato una coedizione in italiano de «La paura»), Leone Piccioni, William Faulkner, Prosper Mérimée, Zora Hurston, Calverton, Weldon Johnson, Emilio Cecchi, Sartre, William Dawson, Francis Harper, Frank Marshall Davis, Claude Me Kay, Langston Hughes, Guy Tirolien, Fenton Johnson, Counte Cullen, vale a dire, di alcuni eccezionali poeti negri e di acuti studiosi della loro arte e dei loro problemi. Il commento musicale della trasmissione sarà costituito soprattutto di canti folcloristici in incisioni originali, fuori commercio, della Library of Congress. Attraverso questi testi l’autore della sintesi vorrebbe presentare, almeno superficialmente, il problema negro, attraverso i principali momenti del suo sviluppo, dall’arrivo dei primi negri in America, ai nostri giorni.»

Copia dal documento DAT6408 conservato presso la Fonoteca Nazionale, questo documento riproduce fedelmente la trasmissione radiofonica conservata nelle Teche RSI. Il lavoro drammaturgico di Bixio Candolfi fu realizzato da Eros Bellinelli, il quale si avvalse di questi attori: Serafino Peytrignet, Franca Primavesi, Ketty Fusco, Vittorio Ottino, Mario Genni e Fabio Barblan.

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