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Aperta la strada da Campascio a Cavaione

26 giugno 1971
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

La storia del paese di Cavaione è singolare. Con l’abolizione nel 1797 del dominio grigionese sulla Valtellina, per il piccolo villaggio di Cavaione sopra Brusio ebbe inizio un periodo d’oro. Dimenticati dal resto del mondo, gli abitanti si sottraevano al servizio militare e all’erario, spacciandosi a seconda della situazione come cittadini dello stato italiano o altrimenti come cittadini svizzeri. Tutto ciò fino al 1874, quando agli allora 103 abitanti fu definitivamente assegnata l’attinenza svizzera dal Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni.

Per chi abitava a Cavaione, scendere al piano significava intraprendere un difficile e lungo viaggio per sentieri e mulattiere. Quella di Cavaione era così una piccola comunità quasi completamente autosufficiente. Nel piccolo villaggio di montagna c’erano un mulino per la macinatura dei cereali, un forno comunitario per la cottura del pane, una fornace per la preparazione della calce, una segheria a mano, un consorzio per l’allevamento bovini con il toro da monta, l’alambicco per la distillazione dell’acquavite della radice della genziana.

La strada carrabile giunse soltanto cinquant’anni fa, nel 1971. La sua costruzione si protrasse per sette anni e permise finalmente ai cavaionesi di raggiungere il piano seduti comodamente su un carretto trainato da una giovenca, un mulo o un cavallo o su trabiccoli a motore.

L’avvento della strada significò però per il paese arroccato sulla montagna anche l’inizio della fine. I giovani, conosciuta la comodità della vita in valle, non fecero più ritorno e così, piano piano Cavaione si è spopolato. Uno dopo l’altro, chiusero la scuola, la posta, il negozio e la bettola.

Questo servizio di Osvaldo Benzi andato in onda il 26 giugno 1971 nel programma televisivo «Il Regionale» mostra proprio l’inaugurazione ufficiale della nuova strada carrozzabile, che porta da Campascio a Cavaione (1270 m/sm) — opera attesa da mezzo secolo.

L’intervistato e Giusep Giachen Casaulta, Consigliere di Stato, Capo del Dipartimento dei lavori pubblici.

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  • Louis Voellmy

    Manca la colonna sonora ...

    • RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

      È vero, manca la pista audio - come in altri documenti televisivi degli anni Sessanta. Nel corso del tempo, il nastro magnetico su cui era stata registrata la pista audio si è deteriorato sino al punto da non poter più essere riprodotto, mentre la pellicola 16mm sulla quale erano state impresse le scene qui pubblicate si è conservata molto bene. Peccato. Il passaggio dall'analogico al digitale è diventato per tutti una corsa contro il tempo!

    • Louis Voellmy

      Grazie, ho digitalizzato le registrazioni di la mia mamma e di mia nonna qualche mesi fa (avevo tempo …), storielle e proverbi – ricordi.

21 maggio 2021
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