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La “casa” del canestraio In evidenza

aprile, 1985
Regina Biasca
Il Biaschese

Appena arrivato il vecchio canestraio preparò un bel fuoco all’aperto, pose scodelle e pentole sul macigno vicino e aspettò la giovane moglie che era andata a Coira a prendere la sua <roba>. Così ci disse. Era felice di annunciare a tutti che aveva preso moglie una quindicina di giorni prima dalle parti di Lugano. La moglie era un <fiore> e Fiore era così chiamata……..

Così inizia questo racconto inedito di Regina Biasca che descrive con sensibilità la delicatezza del vecchio “Matlosen” girovago, accampato vicino alle cave di Biasca, per la giovane moglie.

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Archivio Museo della Memoria: MDM0687

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25 settembre 2022
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