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Mario Botta negli anni Ottanta

7 ottobre 1985
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Tiziano Gamboni è l’autore di questo servizio televisivo filmato da Mirto Storni, andato in onda il 7 ottobre 1985 nel programma «Nautilus» con il titolo: «Mario Botta, architetto». Girato in parte in Ticino, in parte a Friborgo, il servizio documenta l’architettura del giovane Mario Botta spiegata da Mario Botta stesso — «Botta par lui-même», per citare una famosa collana di libri francesi

Le opere prese in esame sono: Casa Parrocchiale (Genestrerio, 1961-63); Case unifamiliari di Stabio (1965-66), Cadenazzo (1970-71), Riva San Vitale (1972-73), Ligornetto (1975-76), Massagno (1979-80), Viganello (1980-81), Pregassona (1979), Origlio (1981-82), Stabio (1981), Morbio Superiore (1983); Trasformazione di una fattoria (1978-79) e Scuola Media (1972-73) a Morbio Inferiore; Centro Artigianale di Balerna (1977-79); Biblioteca Convento dei Cappuccini a Lugano (1976-79); Banca dello Stato di Friborgo (1977-81); Palazzo amministrativo e commerciale a Lugano (1981-85); Casa della Cultura di Chambéry (costruzione in scala); Cantiere Banca del Gottardo (BdG) a Lugano (giugno 1985).

A pagina3 del settimanale «Teleradio7» in edicola per la settimana dal 5 all’11 ottobre 1985 si leggeva la presentazione della trasmissione di Tiziano Gamboni e Mirto Storni:

Il primo appuntamento con i «Documentari di Nautilus», lunedì alle 21.25. è dedicato all’architetto Mario Botta. Pochi nomi ci suonano così familiari, vuoi per ammirazione, vuoi per spirito polemico: l’originalità della sua opera, la novità e la forza delle forme e degli spazi da lui creati fanno discutere, alimentano il dibattito sul significato e sul ruolo dell’architettura oggi. Il nome di Mario Botta agisce come una linea di forza che fa convergere l’attenzione del mondo sul Ticino, dove si trova la maggior parte delle sue realizzazioni. A Venezia, l’Istituto Universitario di Architettura di cui Botta fu studente gli dedica dal 12 ottobre all’8 dicembre una vasta mostra, che documenta in modo esauriente i 25 anni di attività del nostro architetto: un nuovo importante riconoscimento in campo internazionale. Con il documentario di lunedì, la TSI non ha voluto assumere una posizione critica di parte, ma mostrare le opere più significative di Botta, spesso sconosciute al grande pubblico. Sarà lo stesso architetto a commentarle, esprimendo nel contempo la sua concezione dell’architettura e del rapporto-scontro tra l’architettura ed il territorio.

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