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Fatti e misfatti dell’urbanistica in Ticino

11 febbraio 2010
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Articolata in quattro parti, l'edizione della trasmissione televisiva «Falò» andata in onda l'11 febbraio 2010 con il titolo «Fatti e misfatti dell'urbanistica in Ticino» fu totalmente dedicata alla questione dello sviluppo urbanistico in Ticino.

Ruben Rossello curò la prima parte, un'inchiesta intitolata «Due o tre cose sull'Urbanistica in Ticino». Girata tra Paradiso, Claro, Intragna e il Piano di Magadino, l'inchiesta fu presentata con queste parole:

«Difficile far convivere le necessità di crescita e di sviluppo di una società moderna con il mantenimento del paesaggio e delle zone verdi. È la missione, quasi impossibile, dell'urbanistica e della pianificazione del territorio. Brutture e paesaggi banalizzati oggi si trovano ovunque: ma in Ticino la materia è particolarmente delicata, visto che proprio sull'incanto di città, villaggi, monti e laghi questo cantone aveva costruito la sua fortuna turistica. Decenni di nuove costruzioni, di villaggi turistici, di allargamenti di zone edificabili hanno da tempo minato il paesaggio tradizionale ticinese e a poco sono serviti i molti proclami per la sua salvaguardia.

Dopo anni di relativa calma, investitori e speculatori sono tornati a mettere gli occhi sul Ticino. La rendita immobiliare è ben più sicura ed appetibile di altri strumenti finanziari. E le leggi non riescono a frenare il fenomeno, non potendo sempre distinguere tra speculazione e bisogni reali di crescita di villaggi e città. E mentre a Paradiso si demolisce l'albergo Meister per lasciare il posto alla speculazione edilizia, ad Intragna si impedisce la creazione di una nuova zona edificabile che favorirebbe il ripopolamento del villaggio con l'arrivo di giovani famiglie, e a Claro, comune con una delle ultime grandi zone agricole, un gruppo di finanziatori ha addirittura chiesto di cambiare il piano regolatore per costruire, là dove ora vi sono campi e pascoli, un grande hotel 5 stelle.»

Gli intervistati furono: Ettore Vismara, sindaco di Paradiso; Giorgio Pellanda, sindaco di Intragna; Renato Bison, sindaco di Claro; Fabio Giacomazzi, urbanista.

Dopo l'inchiesta di Ruben Rossello, «Falò» un dibattito sullo stesso argomento, invitando Benedetto Antonini, Moreno Celio e Paolo Fumagalli.

La seconda inchiesta della serata, anch'essa di Ruben Rossello, era intitolata «Storie di lago (e… di grandi affari)», così presentata:

«Lo sviluppo edilizio degli ultimi decenni ha ferito le rive dei laghi fino a comprometterne l'attrattività. A Gandria incombe l'ipotesi di un progetto urbanistico che rischia di stravolgere l'identità di uno dei villaggi più protetti della Svizzera, a Paradiso un Piano Regolatore generosissimo sta distruggendo quasi tutto il centro storico con palazzi di 9 piani, mentre le pendici del San Salvatore sono un susseguirsi di immobili appena terminati, di cantieri e di gru.

L'ondata speculativa non risparmia Vico Morcote dove le residenze secondarie arrivano alla cifra record del 60% e dove il Municipio ha appena proposto una revisione del Piano Regolatore che dovrebbe favorire il ritorno dell'abitazione primaria: il cantone si è detto critico, mentre alcuni abitanti denunciano i pericoli della nuova estensione edilizia.»

Girata tra Lugano, Gandria, Paradiso e Vico Morcote, l'inchiesta diede la parola a: Tita Carloni, architetto; Ettore Vismara, sindaco di Paradiso; Eugenio Foglia, ex direttore dell'Ente Turistico Ticinese; Giorgio Gianola, imprenditore; Luido Bernasconi, sindaco di Vico Morcote; Chantal Romagnoli, abitante di Vico Morcote; Mattia Cavadini, scrittore e saggista, abitante di Vico Morcote; Marco Borradori, Consigliere di Stato.

L'ultima parte di «Falò» fu un servizio di Ruben Rossello sulla storia della Legge urbanistica in Ticino: «1969... L'occasione perduta». Così si leggeva nella presentazione: «Quarant'anni fa, il 30 aprile 1969, veniva bocciata in votazione popolare la Legge Urbanistica (LU) nonostante il sostegno di un gruppo di politici-intellettuali trasversali ai partiti (Pietro Martinelli, Diego Scacchi, Flavio Cotti). La Legge rappresentò un tentativo particolarmente illuminante di dotare il Cantone di uno strumento all'avanguardia in Svizzera che, forse, sarebbe riuscito ad evitare alcuni scempi e a dare ordine alla crescita edilizia. Il servizio ripercorre la sua storia con i protagonisti di allora. Le immagini sono tratte da "Era. Ora" del 4 maggio 1999»

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