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Video 3/6 L’ufficio cantonale ricostruzione vigneti

2022
Bruno Bergomi
Atte-Museo della Memoria

Alla fine degli studi, nel 1948, Ezio Crivelli è assistente per un anno alla Stazione federale di ricerche viticole di Losanna. Poi ritorna in Ticino e entra alle dipendenze dello Stato quale responsabile del neo-costituito “Ufficio Ricostituzione vigneti”. Malgrado gli sforzi dei pionieri, Alderige Fantuzzi (1872-1957), Giovanni Rossi (1861-1926) e Giuseppe Paleari e la scelta del Merlot, la situazione della viticoltura ticinese non era rosea. Vecchie varietà, colture consociate e formazione insufficiente pregiudicavano la qualità del prodotto. Per sette o otto anni Ezio Crivelli ha girato in lungo e in largo il Ticino “potenzialmente” viticolo organizzando serate per i viticoltori e futuri viticoltori. La creazione di nuovi vigneti, costituiti da almeno 100 ceppi, in zone adatte alla viticoltura, era la condizione indispensabile per ottenere il sussidio di 2 franchi e 70 centesimi per ogni barbatella piantata. Nel decennio 1950/’60, furono messe a dimora oltre 200'000 ceppi di Merlot: la vera svolta della viticoltura ticinese.

A Losanna

“Nel 1948, conseguito il certificato di studio quale tecnico viticolo ed enologo, rientrai in Ticino. Pensai però che dovevo conoscere meglio anche la realtà svizzera e chiesi e ottenni di poter seguire un periodo di assistenza presso la Stazione federale di ricerche viticole a Losanna-Montagibert, dove fui attivo nella produzione di fermenti selezionati (base dell’enologia moderna), nell’ analisi chimica dei vini e nella degustazione degli stessi. Finalmente, forte dei miei attestati di studio, ritenendomi ben preparato e con il supporto della buona conoscenza delle lingue, mi sentivo un tecnico viticolo e un enologo pronto ad affrontare i futuri compiti. Ero deciso a rientrare in Ticino anche se avevo conosciuto ditte vinicole romande che volentieri mi avrebbero assunto; prevalse però il desiderio di mantenere l’impegno con il mio Cantone.

L’ Ufficio Ricostituzione vigneti

Nel corso del 1949 entrai così in funzione al Dipartimento dell’agricoltura. Dal momento che Angiolo Martignoni non fu più rieletto nel 1947 a Direttore del Dipartimento agricoltura, lo divenne Guglielmo Canevascini (1886-1965). Mia sede di Iavoro: l’Istituto agrario di Mezzana.
Nel frattempo era entrato in vigore il Decreto legislativo per il rinnovamento nel campo della viticoltura e della vinificazione nel cantone. Mi venne assegnato l’ufficio “Ricostituzione vigneti“ e lì cominciò la mia lunga attività.

Il quadro dello stato della viticoltura non era particolarmente roseo: nel 1906 era cominciata l’era del Merlot, eppure i vigneti erano ancora pieni di ceppi delle vecchie varietà che davano abbondanti frutti, ma di qualità scadente. Nel Sopraceneri dominava la Bondola, mentre nel Mendrisiotto erano diffusi la Margellana, la Rossera, la Rampinella, il Croetto, il Durif oltre alle Americane, ai Seibel, alla Madera. Agli inizi del 1900 il pioniere Alderige Fantuzzi aveva programmato grandi cose, seguito, poi, da Giuseppe Paleari, ma in seguito, per circa 40 anni, nessun ticinese aveva più frequentato studi nel campo della vite e del vino. Così, complici anche le guerre, uno degli importanti settori dell’agricoltura ticinese arrischiava l’estinzione.

2.70 CHF di sussidio al ceppo, ma...

Grazie al nuovo decreto del 14 febbraio 1949, i viticoltori si videro assegnare la bella somma, per quei tempi, di CHF 2.70 per ogni barbatella di Mertot messa a dimora, in un impianto di almeno 100 ceppi. L’ autorità previde però di consentire le piantagioni solamente in zone adatte, solatie, non umide e non rivolte a nord. Si introdusse a tale scopo, a livello federale, il cosiddetto “catasto viticolo“ che designava, per ogni comune, quali fossero le parcelle di terreno idonee. Il Ticino fu scelto quale primo cantone a Introdurre tale catasto e se ne occupò il funzionario federale ing. René Juri, ticinese, che mi volle con sé nelle visite in tutti i comuni viticoli. Dopo mesi di sopralluoghi, in ogni Municipio venne infine depositata una mappa con indicati i siti idonei e il viticoltore che faceva domanda di sussidio doveva prima recarsi presso il comune e controllare se il suo appezzamento fosse incluso o meno nella zona consentita. Mio compito era girare tutti i comuni viticoli del Ticino tenendo conferenze serali il sabato o la domenica pomeriggio per invogliare alla ricostituzione del patrimonio viticolo, e la presenza di pubblico era sempre molto grande. Centinaia di vigneti vennero in tal modo ricostituiti e ciò diede nuovo impulso all’economia agricola del Ticino.

Il decreto del 1949 segnò certamente l’inizio della viticoltura ticinese contemporanea e, grazie alla intensa propaganda fatta in tutti i comuni viticoli, centinaia di viticoltori compresero l’importanza di sostituire i vecchi vigneti con altri, basati unicamente sul vitigno Merlot. L’ azione di sussidiamento ebbe un esito insperato e i vivaisti del Cantone dovettero preparare centinaia di migliaia di barbatelle (le piantine di vite) da vendere ai viticoltori.

In certi anni del decennio 1950/1960 furono più di 200.000 i ceppi piantati ogni anno e nel Cantone iniziò così (dopo 3 - 4 anni dall’impianto) un grande aumento dei quintali di uva Merlot prodotti. Bisognava però anche pensare di poter poi vinificare tali forti quantitativi e già nel 1949 si creò la Cantina Sociale del Mendrisiotto, che iniziò la propria attività con la vendemmia 1950.

Il Bellinzonese possedeva già la Cantina Sociale di Giubiasco, fondata nel 1929 e che poteva vinificare le uve della zona. Fu però compresa anche lì, negli anni ‘50, l’importanza di adottare una nuova tecnica di vinificazione più adeguata ai tempi e il Dipartimento dell’agricoltura mi assegnò anche il compito di responsabile della vinificazione, che mantenni per diversi anni fino a quando la Cantina assunse un direttore stabile nella persona dell’ing. Castagnola che, purtroppo, venne a mancare ancora in giovane età. Io intanto continuavo la mia opera di consulente viticoIo del Dipartimento”.

Visita anche AACM – Azienda agraria cantonale di Mezzana

Viticoltura in Ticino – Ticinowine

Cantina Mendrisio – Società Cooperativa - Vini Commercio Ticino

Vai al dossier Ezio Crivelli cliccando qua.

Archivio Museo della Memoria: MDM0683

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30 marzo 2023
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