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Il Sentiero di Gandria

2018
Lugano-Gandria
Athena Demenga

Percorrere il Sentiero di Gandria è una delle passeggiate a lago tra le più gradevoli in questa regione. Il clima mite, l’esposizione a sud e gli scorci panoramici lo rendono tra i più incantevoli e nel contempo tra i più apprezzati per la sua ricca varietà botanica. Il Sentiero è di per sé comodo da percorrere, una scalinata a passo lungo lo caratterizza nei pressi del Sasso di Gandria e poche puntuali abitazioni segnano un ambiente naturalistico che si sviluppa su 3,5 km.

Con passo sostenuto, si potrebbe percorrerlo in circa mezz’ora, ma ciò è pressoché impossibile, tanti momenti attraggono e invitano a soffermarsi, tra piante rare sovente sconosciute e tipiche mediterranee, tra casolari e terrazze sognanti su un Sentiero immerso nel silenzio e distante da ogni suono della città, tra vedute sul lago ai bordi di falesie calcaree e incoronato dai monti ricoperti di boschi. Un luogo di ritiro che, nel suo insieme, da sempre affascina studiosi, biologi e botanici, tra palme e maggiociondoli, bagolari e allori, garofani selvatici e cactus, dove elencarli tutti sarebbe eccessivo, poiché ci sono più di 350 specie, tra fiori erbe e piante. È iscritto nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale, mentre alcune sue parti sono iscritte nei Prati e Pascoli secchi di importanza nazionale. Durante il periodo da marzo a ottobre, sono organizzate settimanalmente delle passeggiate guidate sul Sentiero, e annualmente anche delle vere e proprie passeggiate botaniche, di carattere molto approfondito e particolareggiato, per i quali è bene sempre rivolgersi ai vari infopoint per conoscerne le date.

Negli anni più recenti tutto il verde del Sentiero, che cresce su rocce calcaree che si estendono dall’area comasca fino al lago maggiore, viene trattato in modo molto naturale per preservare e favorire la biodiversità, affinché sia rispettato fattualmente tutto il suo potenziale naturalistico. Proprio al Sasso di Gandria, dove vi è uno dei punti panoramici più eclatanti, si trova la tavola commemorativa dedicata al botanico Carl Schröter, vissuto a cavallo del Novecento e professore al Politecnico di Zurigo, il quale ha definito questa zona, nelle sue pubblicazioni, come esemplare contenitore di numerose e anche rare specie. Sul Sentiero vi è qualche olivo allo stato selvatico e delle aree specifiche per la sua coltivazione, e vi sono delle tavole informative sul percorso che si estende tra Gandria e Castagnola.

Perle incastonate sul Sentiero sono, partendo da Gandria, le vacanziere Case Labhardt che si avvalgono di un’architettura parzialmente realizzata con materiali del luogo, tanto tradizionali quanto moderne, affacciate sul lago e contornate da fiori e piante particolarmente rare e con dei lunghi giardini privati sul lago, di notevole bellezza, dove lasciarsi cullare dal sole e bagnarsi nel lago. Il Ristorante Elvezia al Lago, con il corrispondente debarcadero della SNL, è un altro spazio onirico, caratterizzato da un’equilibrata mescolanza tra lusso e semplicità, con camere signorili in stile e con una terrazza a lago che esula da ogni cognizione di tempo e di luogo. La sede dei Canottieri, un padiglione attrezzato di ogni necessità per le loro attività sia sportive sia sociali, inizialmente fondata da famiglie gandriesi tra le quali i Bordoni e i Giambonini, coinvolge in particolare la gioventù della regione, ma non soltanto. Il Lido San Domenico, uno di quelli pubblici che tuttavia offre un ambiente intimo e privato, con un giardino prendisole arricchito di begli alberi che donano ombra nella calura estiva, è attrezzato anche di snack bar e un’area balneabile protetta. Vi è anche un Gruppo Subacqueo aperto tutto l’anno a cui rivolgersi per sperimentare le immersioni nel lago e che organizza saltuariamente anche trasferte fino al mare.

Ancora qualche casa, un ristorante e la fontana all’apice del Sentiero a Castagnola, a un passo dall’incantevole parco di Villa Heleneum, si conclude questo percorso con una certezza, tempo permettendo, di ricordarsi sempre che soffermarsi nei luoghi e nei momenti più coinvolgenti vivendo il presente è fondamentale per lo spirito e per tutto l’essere.

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Athena Demenga
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19 aprile 2021
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