Le informazioni di membri e visitatori sono analizzate in modo anonimo per fornire il miglior servizio possibile e rispondere a tutte le esigenze. Questo sito utilizza anche dei cookies, ad esempio per analizzare il traffico. Puoi specificare le condizioni di archiviazione e accesso ai cookies nel tuo browser. Per saperne di più.

La Casa Albairone di Peppe Brivio

2 marzo 2002
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua

Nell'agosto del 2013, il numero 4 della rivista di settore «Archi» diede ampio spazio alla figura dell'architetto Peppe Brivio (1923-2016) e della sua Casa Albairone edificata a Massagno negli anni 1955-56. «Pur rispondendo a un programma abbastanza modesto di edilizia residenziale collettiva, con tagli abitativi ristretti, gli interni dell'edificio Albairone a Massagno (1955-56) - scriveva lo storico dell'architettura Gabriele Neri nell'articolo Dettagli che fanno la differenza -meritano di essere guardati più da vicino per la particolarità di alcune soluzioni progettuali.

Formato dalla messa in serie di tre blocchi indipendenti ognuno dei quali con ascensore e vano scale al centro l'edificio presenta infatti un'organizzazione tipologica semplice ma non monotona, chiaramente leggibile in facciata. I due blocchi laterali, perfettamente simmetrici, differiscono da quello mediano grazie alla maggiore esposizione verso l'esterno: essi contengono due bilocali di circa 45 mq e un trilocale (nei lati verso nord-ovest e sud-est) di circa 70 mq, mentre il blocco centrale offre quattro bilocali identici (45 mq ognuno).

Se questa regola tipologica rimane costante nei 6 livelli che definiscono i prospetti (sono diversi il piano attico e il basamento), le piante non rimangono uguali: sfalsando la posizione di bagno, cucina e loggia si ottengono infatti due piante-tipo che si alternano in altezza (piano-tipo 2-4-6 e piano-tipo 1-3-5) generando all'esterno la caratteristica scansione di pieni e di vuoti. All'ultimo livello la profondità dell'edificio viene invece ridotta e cambiano le tipologie, con 6 unità abitative (due per ogni blocco) a doppia esposizione, formate da un unico locale soggiorno-camera da letto, accompagnato da bagno, cucina e piccola terrazza su ogni lato.»

«È Peppo Brivio - scrive l'architetto Paolo Fumagalli nello stesso numero di «Archi» -, assieme a Rino Tami, la figura centrale e di maggior influenza di quel decennio che tempo fa, in un testo del 1992, ebbi a definire gli anni di fondazione. Gli anni Cinquanta.»

Ancora la rivista «Archi», nel numero 2 del 2016, ha pubblicato un articolo di Annalisa Viati Navone intitolato Architettura-scultura a partire dalla scienza in memoria di Peppo Brivio.

In questo servizio della trasmissione televisiva «Eclettica», andato in onda il 2 marzo 2002, l'architetto Paolo Fumagalli illustra casa d'appartamenti Albairone progettata da Peppe Brivio e realizzata a Massagno nel 1956.

Devi essere registrato in per poter aggiungere un commento
Non ci sono ancora commenti!
La rete:
Sponsor:
3,160
1,532
© 2019 di FONSART. Tutti i diritti riservati. Sviluppato da High on Pixels.