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Video 3/5 - Selezione d’ottobre

2022
Bruno Bergomi
Atte-Museo della Memoria

Mario Matasci crea numerose etichette, sicuramente la più famosa è stata la Selezione d’ottobre.

Era un periodo, quello, dove in Ticino si bevevano vini robusti mentre nel resto della Svizzera si apprezzavano vini rossi più delicati, vinificati prevalentemente con Pinot Nero.

Il suo primo vino affermatosi è stato il Verbanello, fruttato e leggero, ma il vero successo è arrivato quando è stato creato il marchio “Selezione” e qui racconta un particolare aneddoto accadutogli in un ristorante dove chiede un suo vino. Non riconoscendolo, viene proposto a lui e ai suoi ospiti una Riserva di Giubiasco… perché il locale guadagnava di più. Da quell’aneddoto, nel 1964, nasce il “Selezione d'Ottobre”, l’uovo di colombo e in parte la fortuna di questo vino e della ditta Matasci.

Sicuramente Mario Matasci ha saputo interpretare il gusto del consumatori d’oltralpe prima di tanti altri commercianti di vino. La Selezione d’ottobre ha resistito a molte stagioni e ha saputo imporsi sul mercato diventando ambasciatore del Merlot del Ticino al di là del San Gottardo.
Per anni la Selezione d’ottobre è stato sinonimo di vino Ticinese.

Vai al dossier Mario Matasci cliccando qua.

Archivio Museo della Memoria: MDM0684

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  • Claudio Abächerli

    Sul retro della bottiglia del "Selezione d'Ottobre" (prima maniera) v'era un etichetta firmata Fratelli Matasci, che però veniva dalla penna di Giorgio Orelli e che cominciava così (cito a memoria, sono passati tanti anni...) "E' passato, fra i pampini rossegianti, il sole d'ottobre, come un'amorosa carezza sui grappoli turgidi. Eccheggiano gioiosi i canti della vendemmia, ed il prescelto s'avvia a gemer nel torchio e ribollir nel tino affinchè più rosso scintilli il suo rubino..." Seguiva un'esortazione al consumatore a gustarlo con rispetto ma qui non ricordo più le parole esatte. Forse qualcuno ha ancora quell'etichetta e può completare il poetico detto.

22 aprile 2023
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