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Scoperte in archivio “La Schirpa”

gennaio, 1976
Oliveto Rodoni
Atte-Museo della Memoria

Il problema della “schirpa” angustiava le famiglie e preoccupava le ragazze destinate ad un promettente o conveniente matrimonio. Ogni ragazza da marito doveva portare la sua dote che lei incominciava a farsi ancora prima di trovare il “moroso”, ricamando lenzuola, tovaglie, asciugamani ecc. In Ticino la futura moglie forniva in generale i beni necessari al fabbisogno dell’economia domestica, al proprio abbigliamento e, chi se lo poteva permettere, qualche gioiello di famiglia. Veniva in seguito allestita una lista di ogni bene, scritta e firmata dallo sposo e dal padre della sposa, che veniva sottoposta a un Curatore per la sua valutazione. Se sono ben informata, la “schirpa” rimaneva proprietà della moglie, ma un eventuale patrimonio veniva amministrato dal marito.

Luciana Dürig

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Archivio Museo della Memoria: MDM0526

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5 marzo 2021
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Martorosina Natta Pellanda

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