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Lucomagno, incontro ticinesi e grigionesi

2019
Saverio Bernaschina
Atte-Museo della Memoria

Film partecipante al concorso ATTE-MdM-Video Autori Ticino 2019.

Un incontro annuale fra due realtà, ticinese e grigionese, e fra antichi equilibri politici.

Il 15 agosto di ogni anno, i parrocchiani di Olivone salgono in pellegrinaggio verso l’Ospizio di Santa Maria, sul Passo del Lucomagno, dove si incontrano con altri pellegrini venuti da Nord.

Giovanni Canepa, già segretario del comune di Olivone e presidente del Consiglio parrocchiale del villaggio omonimo, ha studiato l’epoca in cui il Passo del Lucomagno era di vitale importanza per il commercio.
I mercanti andavano in Valle di Blenio per acquistare le mercanzie che non potevano reperire a Nord: noci, castagne, frutta, vino, bestiame e merci che arrivavano dai porti di Genova e La Spezia.

Inoltre racconta l’antica tradizione, oggi diventata anche turistica, che ogni anno vede l’economo di Disentis celebrare la messa insieme con il parroco di Olivone.

Il primo documento con l’invito a svolgere la processione è del 1605, quando l’abate di Disentis di allora, decretò l’incontro annuale per poter discutere dei temi ricorrenti dei Patriziati confinanti.

In passato, in vetta, c’erano quattro Ospizi: due in territorio grigionese, Santa Maria e San gallo e due in quello ticinese, Casaccia e Camperio. Verso la fine dell’Ottocento uno scoscendimento invade l’Alpe di Casaccia e la conseguenza è l’abbandono sia dell’Alpe che dell’Ospizio, permettendo così lo sviluppo dell’attuale Ospizio di Acquacalda.

Sempre in quegli anni viene inaugurata la nuova e molto trafficata strada carraia, in sostituzione del precedente passaggio accessibile solo a cavalli e muli.

La grande croce segna il confine tra i cantoni Ticino e Grigioni. La statua della Madonna, scolpita da Giovanni Genucchi, è stata posata su territorio ticinese, mentre la chiesetta dedicata a Santa Maria si erige in territorio grigionese.

Dopo la celebrazione della Messa si festeggia e le due popolazioni della Valle di Blenio e della Surselva brindano con del vino. Infatti, nel 1606 venne siglato un trattato che sanciva la distribuzione di vino ai ticinesi. In cambio, il locandiere dell’Ospizio ottenne il diritto di raccogliere legna da ardere nei boschi; accordi importanti per mantenere la pace sul Passo.

L’AUTORE:

Nato nel 1945 e cresciuto a Riva San Vitale, ha lavorato in banca fino al pensionamento.

Oltre alla passione per la montagna, ha sempre avuto anche quella per il cinema. Le sue prime riprese le ha girate con la pellicola 8mm negli anni '60 e nel 1983 ha iniziato a lavorare con la videocamera.

I suo grande interesse è documentare la quotidianità, le tradizioni, gli eventi che, con il progresso che galoppa, possono venir meno o addirittura scomparire dalla memoria di tutti.

Le feste religiose e le processioni votive hanno sempre avuto un ruolo importante nel suo operato, poiché rendeva partecipe agli eventi anche sua madre, donna molto religiosa e costretta su una sedia a rotelle per un ictus cerebrale.

Per diversi anni è stato socio del VAM, Associazione Video autori Mendrisiotto videovam.ch

Dal 7 febbraio 2018 è membro della lanostrastoria.ch

Vai al dossier Concorso video autori ATTE 2019

Archivio Museo della Memoria: MDM0490

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14 gennaio 2021
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