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Dal Ticino rurale a quello del terziario - Anni '60

15 luglio 1967
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Si può affermare che la popolazione ticinese sia passata in circa due generazioni dal mondo agricolo e dall'insediamento rurale, all'inurbamento e alle attività del terziario. Nei decenni di forte crescita e di rapida modernizzazione, ossia dal 1960 circa, si costata una tendenza alla concentrazione geografica della popolazione, con spopolamento delle valli e crescita dei comuni di periferia intorno ai centri e lungo le vie di comunicazione. L'aumento demografico è dovuto soprattutto all'immigrazione, mentre la popolazione autoctona tende ad invecchiare. Osservando l'evoluzione della popolazione attiva dal 1950, si notano il calo continuo del settore primario (agricoltura e allevamento), la diminuzione del secondario (industria, artigianato, edilizia) a partire dal 1970, con la parallela forte crescita del terziario (o servizi), che comprende il commercio, la ristorazione e gli alberghi, le attività bancarie, fiduciarie e assicurative, i trasporti e le comunicazioni, l'amministrazione pubblica, servizi pubblici e sociali di vario genere. I contadini diminuiscono, sia per le precarie condizioni di lavoro sia per lo scarso reddito, mentre il settore secondario tende a concentrarsi in quelle aree che possono facilmente far ricorso alla manodopera frontaliera.

La terziarizzazione è un fenomeno generale dell'economia postindustriale, che assume in Ticino connotazioni particolari. Si nota una forte crescita del settore bancario e fiduciario, un'espansione delle attività statali e parastatali (amministrazione, scuola, sanità, ecc.), un aumento dei servizi legati al turismo e allo svago. Nel 1990, con il 73% della popolazione attiva occupata nei servizi, il Ticino era uno dei cantoni più terziarizzati della Svizzera. Quello dei servizi sembra l'unico settore che possa contribuire allo sviluppo e all'identità regionali, a condizione di promuovere attività terziarie in grado di far crescere l'economia, quali il turismo, la ricerca, la consulenza e l'intermediazione.

Indicizzazione delle sequenze (estratti):

0'01''-3'08'' La crescita quantitativa del settore terziario

3'09''-7'55'' Manodopera estera e qualificazione professionale

11'24''-15'31'' L'impegno del Cantone per una miglior formazione professionale

15'32''-18'54'' Sviluppo economico frenato da debolezze congenite

Antonio Riva è l'autore di questa puntata di "Prisma", andata in onda il 15 luglio 1967. Si trattava di un?analisi della popolazione attiva in Ticino: su 115 mila persone attive, quasi 100 mila erano impiegate nel settore industriale e nel terziario. Particolarmente importante era l'apporto della manodopera straniera, quantificabile attorno alle 50 mila unità. Parlano: A. Rossi, segretario dell?Ufficio Ricerche Economiche (URE); C. Ferrari, del Dipartimento Pubblica Educazione (DPE); F. Kneschaurek, rettore dell?Università di San Gallo.

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