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Posto di soccorso dei volontari nella Guerra civile spagnola

Posto di soccorso dei volontari nella Guerra civile spagnola

settembre, 1936
Non identificato
Fondazione Pellegrini Canevascini

Titolo: Posto di Soccorso

Autore: Non identificato

Data: Settembre 1936

Luogo: Monte Pelato - Aragona - Spagna

Fondo di provenienza: Associazione volontari alla Guerra di Spagna

Segnatura: 07002_02

Riproduzione: Vietata, salvo autorizzazione della FPC

Settembre 1936. Sotto la guida di Randolfo Pacciardi, il ticinese Elio Canevascini (1913-2009), studente in medicina, è appena giunto da Parigi in Spagna. Si trasferisce da Barcellona in Aragona, dove l'11 settembre si arruola nel Grupo italiano della Colonna Ascaso, una delle prime unità di volontari stranieri che hanno combattuto nella Guerra civile spagnola contro i nazionalisti in difesa della legalità repubblicana. La colonna italiana ha appena concluso il suo primo scontro militare, il 28 agosto, espugnando il Monte Pelato, un'altura alle porte di Huesca. All'impresa, oltre al leader di Giustizia e Libertà Carlo Rosselli, hanno partecipato Camillo Berneri e Aldo Garosci.

Il quotidiano socialista ticinese Libera Stampa del 7 settembre riferisce sulla battaglia:

"La colonna italiana già il 23 agosto scorso aveva occupato una posizione sul Monte Pelato presso Almudevar a sinistra di Huesca. Il 28 agosto ebbe inizio la battaglia tra 150 nostri compagni e 700 ribelli con mitragliatrici, autoblindate e cannoni. Dopo cinque ore di lotta drammatica, nella quale i nostri amici italiani sono stati sul punto di capitolare, la battaglia si decise con la piena vittoria dei valorosi combattenti per il popolo e per la libertà. Il nemico ripiegò abbandonando numerosi fucili, munizioni, una mitragliatrice e un cannone. Alcuni ribelli si erano inoltre costituiti prigionieri. I nostri hanno avuto sette morti e sette feriti. Tra i morti troviamo gli indimenticabili compagni Mario Angeloni, Giuseppe Zuddas, Michele Ce[n]trone, Vincenzo Perrone, Attilio Papparotto, Andrea Colliva, Fosco Falloschi. Tra i feriti c'è Rosselli".

Le vittime appartengono all'ampio ventaglio di forze antifasciste che si riconoscono nella colonna italiana: Giustizia e Libertà, comunisti, socialisti, repubblicani e anarchici. A metà settembre il fronte si assesterà alla periferia di Huesca, ma la città non potrà essere espugnata, nonostante il lungo assedio.

Elio Canevascini vivrà per alcuni mesi un duro avviamento alla medicina di guerra, che gli sarà utile durante la sua successiva esperienza nella Jugoslavia di Tito. Elio scrive per Libera Stampa un lungo articolo da Tardienta, "Con i volontari della libertà", pubblicato in prima pagina il 26 novembre 1936, nel quale egli afferma tra l'altro: "L'atmosfera è singolare e interessante: il carattere, le qualità degli uomini si vedono come attraverso un vetro: nessuno può mascherare i propri difetti".

Questa fotografia, che ritrae Elio Canevascini (sulla destra) ad un posto di soccorso al Monte Pelato sul fronte d'Aragona, fa parte di una serie di 30 scatti sulla Guerra civile spagnola.

Tra il centinaio di fondi archivistici della Fondazione Pellegrini Canevascini, i seguenti contengono documenti legati alla Guerra civile spagnola:

La Fondazione Pellegrini Canevascini gestisce e conserva un centinaio di fondi archivistici, che contengono documenti cartacei, migliaia di fotografie, registrazioni sonore e documenti audiovisivi.

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