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La processione di Gannariente

28 aprile 2020
(Prima domenica di maggio)
Rolando Dadò

Da circa 400 anni ed ogni anno la prima domenica di maggio è testimone di una processione votiva che da Cavergno porta i pellegrini lungo la Valle Bavona fino all'Oratorio di Gannariente. Una tradizione legata alla fede religiosa e probabilmente nata per scongiurare la peste attorno al 1600 o altre sventure naturali: " Dalla fame e dalla guerra, dalla folgore e dalla tempesta, liberaci o Signore!". La gente di Cavergno si riunisce di buon'ora, le sei del mattino, per poi partire, a piedi e con qualsiasi tempo, dalla chiesa parrocchiale di Cavergno verso gli Oratori che si ritrovano man mano lungo la Valle Bavona. La litania dei Santi in latino accompagna la processione in un ritmo cadenzato e ripetitivo: prima i cantori vicini al sacerdote, poi gli uomini dietro e infine le donne davanti che portano anche la croce dell'Oratorio di Gannariente e che verrà riposta al suo posto una volta arrivati in fondo alla valle, nella chiesetta. Ad ogni frazione corrisponde un canto in latino dedicato alla Madonna o al Santo dell'Oratorio. Ad esempio per l'Oratorio della Mondada si canta lo "Stabat Mater ... dolorosa", per l'Oratorio di Solnerto dedicato a San Giuseppe si canta "Te Yosef celebrent", alla frazione della Bolla "Magnificat ... anima mea Domino" su melodie vagamente gregoriane e a volte diverse a seconda di chi intona il canto. Una conoscenza che tuttavia va scomparendo con le persone anziane che ancora conoscono questi canti di un lontano mondo arcaico. I canti ormai dimenticati sono così sostituiti con canti liturgici in italiano più conosciuti e recenti, ma sicuramente meno emotivamente coinvolgenti per coloro che hanno vissuto per anni la processione di Gannariente come apertura della Valle dopo la stagione invernale, primo maggengo in attesa della transumanza per l'alpe.

Il primo Oratorio si trova all'imbocco della valle, quello di San Luigi, ancora nel paese di Cavergno. Di seguito ci si fermerà per un momento di preghiera all'Oratorio della Mondada, poi alla Fontana, a Sabbione, a Ritorto, all'Oratorio di Foroglio dove anticamente ci si fermava per uno spuntino. Negli ultimi decenni questa fermata necessaria è stata spostata a Roseto presso il suo Oratorio. Una pausa di una ventina di minuti sempre gradita per un caffè, una fetta di torta, i servizi necessari, ecc. Si riparte quindi per l'Oratorio di Fontanellata, di Faedo, della Bolla, di Solnerto per poi giungere verso le ore 10.30 alla chiesetta di Gannariente.

Nel corso degli anni la devota processione si è un poco trasformata in un pellegrinaggio meno austero e, in caso di bel tempo, molti sono i ticinesi che si aggregano a questo momento di fede comunitaria anche per una simpatica passeggiata a piedi alla scoperta di una Bavona dal punto di vista anche religioso. Poche volte è capitato di dover rinunciare alla processione votiva di Gannariente. Nel corso del 1800 si ricorda che solo una volta non è stata svolta la processione votiva. Anche quest'anno la tradizione non si può svolgere a causa del Covid-19 o Corona virus che obbliga tutti a stare a casa o a mantenere una distanza sociale necessaria per evitare il contagio. Evidentemente le manifestazioni anche religiose quali le messe e le processioni non possono essere svolte. Il Vescovo di Lugano Mons. Valerio Lazzeri ha infatti invitato ad evitare qualsiasi assembramento religioso prima dell' 8 di giugno 2020.

Nella vecchia foto che allego si possono vedere i cavergnesi che stanno raggiungendo la frazione di Foroglio e stanno attraversando il vecchio ponte di ferro. Al centro della processione si può intravvedere il parroco con i paramenti religiosi davanti alla croce che incontrerà, "baciandola", la croce dell'Oratorio del posto quale saluto e forte legame tra i terrieri della frazione e la gente del paese o di altre frazioni che si sono aggiunte man mano durante il percorso: un simbolo d'unione forte ripetuto per ogni Oratorio della valle accompagnato dal suono della campanella delle piccole chiesette, un suono allegro e di benvenuto. Il "bacio-abbraccio" fra i Gesù delle croci è forse unico in Ticino e presente solo in questa processione bavonese, mentre è conosciuto e ancora presente in regioni limitrofe della vicina Italia.

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Rolando Dadò
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