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Assistenza alla prima infanzia negli anni Sessanta

4 aprile 1968
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Prodotto da Sergio Genni, «Questioni nostre» fu un programma televisivo dell'allora TSI, andato in onda dal 24 gennaio 1968 al 28 marzo 1969. Gli argomenti al centro delle puntate conservate negli archivi della RSI sono tutti di carattere sociale. Dal disadattamento giovanile alle assicurazioni sociali, passando dall'assistenza alla prima infanzia all'assistenza alle persone anziane.

Per il progetto «lanostraStoria.ch» abbiamo selezionato alcune puntate utili per comprendere la diversa sensibilità con cui queste questioni (alcune di grande attualità) sono state affrontate in seguito.

Tratto comune di tutte le inchieste che svolse Sergio Genni alla fine degli anni Sessanta è la crescente consapevolezza che le questioni sociali richiedevano nuove competenze e nuovi approcci. Erano anni di forte espansione economica, caratterizzati anche da un'ascesa nella scala sociale di una consistente parte della popolazione, che si accompagnò ad un incremento dei consumi e ad un prolungamento diffuso della scolarizzazione. In questo contesto che sembrava offrire a tutti il necessario, Cantone, Comuni, associazioni e fondazioni stavano maturando la consapevolezza che il benessere non era di tutti e che occorreva dotarsi di strumenti efficaci per aiutare gli esclusi.

La puntata di «Questioni nostre» intitolata «Assistenza alla prima infanzia» andò in onda il 4 aprile 1968. Il servizio era dedicato alle madri sole, vedove, che per necessità dovevano andare al lavoro o che per altri motivi non potevano dedicarsi ai figli e che pertanto erano nella necessità di affidarli a istituti in grado di seguirli, tenendo conto delle più recente conoscenze psicologiche e pedagogiche acquisite. L'indagine di Sergio Genni indicava gli istituti ticinesi preparati ad intervenire in tal senso: il Nido d'Infanzia di Lugano con sede a Besso, diretto da Ines Uccelli; la Culla San Marco a Bellinzona, che ospitava più di cento bambini; la Casa Santa Elisabetta per donne in fase pre e post parto; la Casa della Madre e del Bambino, che offriva ospitalità più lunghe, come spiegava monsignor Corrado Cortella direttore di Caritas; la Culla Arnaboldi, istituzione privata a Molino Nuovo amministrata dal canonico Arnoldo Giovannini, che proponeva altre forme assistenza limitata alle ore diurne e religioso e si occupava di 130 bambini fra i due mesi e i sei anni di età. Altra forma di affidamento dei bambini era la collocazione famigliare, e una signora racconta la sua esperienza di accoglienza.

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