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Emigrazione ticinese in Europa

17 aprile 2020
Spunti storici di Antonio Felice Dadò di Cavergno.
Rolando Dadò
Rolando Dadò

Emigrazione ticinese.

L’emigrazione dei Cavergnesi in Italia e in Olanda dal 1600 al 1900.

Brevi appunti storici (6 fogli) di Antonio Felice Dadò scritti nel 1958.

(Titolo originale: “ Primitiva emigrazione Cavergnese”)

Nel 1663 ebbe inizio l’emigrazione di Cavergnesi a Roma. Non esiste nessun documento in merito, si sa solo quanto venne oralmente tramandato; cioè che gli emigranti facevano il mozzo nelle scuderie dei cardinali. Detta emigrazione continuò, probabilmente, fino al 1920. Una testimonianza è presente nel quadro di San Pietro nella chiesa parrocchiale di Cavergno come pure è lo scheletro proveniente dalle catacombe cristiane di Roma e posto nella chiesa di Cavergno nell’anno 1760 con il nome di San Faustino, dono di un cardinale romano ad un cavergnese.

Nel 1700 circa iniziò pure l’emigrazione in Olanda che andò vieppiù aumentando mentre diminuiva l’emigrazione di coloro che andavano a Roma. Un po’ per volta in Olanda gli emigranti cavergnesi si stabilirono nei centri principali delle undici provincie dove svolsero le loro attività: Amsterdam, Breda, Dortrecht, Delft, Den Haag, Harlem, Emelen, Leeuwarden, Utrecht, Rotterdam, Schiedam, Sneek, Zwolle.

E’ certo che di tutte le parentele di Cavergno qualche membro delle famiglie è emigrato in Olanda per un periodo durato oltre due secoli.

Ecco l’elenco delle parentele coinvolte nell’emigrazione in Olanda:

Balli, Beltrami, Benvenuti, Cavergni, Dadò, Dalessi, Del Grosso, Guglielmina, Giovannino, Giacomino, Marca, Martini, Inselmini, Lopetro, Lafranca, Solaro, Tonella, Fulla, Pedrini, Sartorvecchio, Selva, Schudelari, Valdi, Tonini, Tuni, Zanino.

L’emigrazione in Olanda venne pure effettuata da cittadini di Bignasco, Moghegno e Gordevio con casi isolati di altri comuni della Vallemaggia, ma in minor numero.

Un lungo viaggio.

Nei primi tempi il viaggio per l’Olanda durava da 4 a 5 settimane. Si partiva a piedi verso Fusio, poi attraverso il Gottardo fino a Fluelen. Seguiva la navigazione sul lago dei quattro cantoni fino a Lucerna. Da Hauenstein si proseguiva a piedi fino a Basilea per poi riprendere la navigazione sul Reno fino a Rotterdam. Su questo percorso di racconta che tre cavergnesi, dei Tonini, annegarono nel lago dei Quattro Cantoni per il rovescio della barca. Nel corso della rivoluzione francese e durante le guerre napoleoniche il percorso, con gravi pericoli, durava alcune settimane in più.

Il lavoro dell’emigrante cavergnese in Olanda.

L’emigrazione continuò ininterrotta di generazione in generazione fino al 1914, primo anno di guerra che portò al rimpatrio coloro che orano obbligati al servizio militare. I più anziani rimasero tuttavia in Olanda fintanto che furono abili al lavoro, poi, successivamente, uno alla volta rimpatriarono mantenendo ancora forti legami con l’Olanda avendo affittato là beni e immobili acquistati a suo tempo con i loro risparmi. Contatti che continuarono fino al 10 maggio 1940 allorché i tedeschi bombardarono la città di Rotterdam. Durante il bombardamento bruciarono anche quattro case appartenenti a cavergnesi. La maggior parte dei cavergnesi lavorava a Rotterdam presso una ditta fondata da Antonio Zanino e Gian Lopetro nel 1791.

L’anno 1940 segnò quindi la fine dell’emigrazione e dei rapporti finanziari con l’Olanda.

Durante tutti gli anni precedenti il 1940 alcuni datori di lavoro olandesi arrivavano regolarmente a Cavergno per fare un po’ di vacanza durante l’estate. Al loro rientro in Olanda erano accompagnati da uno o più giovani dai 12 ai 14 anni per un tirocinio della durata di cinque anni consecutivi. Tutti i datori di lavoro procuravano ai propri operai pensione e alloggio e fornivano loro pure i vestiti e le calzature necessarie. La paga era fissata per una cifra X all’anno. Tutti facevano lo spazzacamino, il fumista o il muratore, salvo qualche caso isolato come ombrellaio. Solo gli appartenenti alla famiglia Balli erano negozianti di stoffe a Groningen. Ditta che forniva pure le stoffe per l’esercito di Napoleone.

Storie di successo, religione e cultura.

L’emigrazione olandese conta parecchie centinaia di persone succedutesi per oltre due secoli. In molti non ritornarono più in Patria avendo sposato donne olandesi e formato in loco le loro famiglie. Troviamo perciò in Olanda cognomi di origine cavergnese come: Balli, Beltrami, Dadò, Dalessi, Giacomini, Martini, Lafranca, Tonella, Fulla, Zanini.

Il periodo di massima emigrazione di situa tra il 1870 e il 1900.

Nel 1774 emigranti cavergnesi fondarono a Groningen la società di Sant’ Antonio da Padova allo scopo di elargire doni alla veneranda chiesa di Sant’ Antonio da Padova a Cavergno.

Nel 1850 l’Assemblea annuale che inizialmente si teneva a Groningen venne trasferita a Rotterdam e nel 1918 a Cavergno poiché la maggior parte dei membri era rientrata in Patria. Il giorno stabilito per l’Assemblea fu sempre la prima domenica dopo il 13 di giugno in quanto il giorno dopo era il giorno preferito per coloro che ritornavano in Patria.

La Società di Sant’ Antonio esiste pertanto da 184 anni e conta un grande numero di membri attivi.

(Segue l’elenco dei doni effettuati alla chiesa di Cavergno da parte degli emigranti olandesi fra i quali spicca una Via Crucis opera dell’artista ticinese Antonio Rinaldi (1816-1875) del 1871. Si annotano le somme in denaro elargite a favore della chiesa di Cavergno: Fiorini olandesi 8'720 fra il 1792 e il 1836, Lire Cantonali 1'600 nel 1852, Franchi svizzeri 12'841 fra il 1860 e il 1950).

Nel primo secolo dell’emigrazione in Olanda si distinse la famiglia Balli che si arricchì nel commercio delle stoffe. Nell’ultimo secolo Carlo Abondio Zanini, impresario edile, costruì la stazione centrale di Rotterdam come pure molte altre costruzioni di cui l’ultima fu una chiesa a Breda.

I due angeli sull’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Cavergno furono donati da C.A.Zanini e provengono dalla fabbrica Suisckers a Rotterdam.

I fratelli Giovanni ed Evaristo Inselmini nel 1907 fecero costruire a Cavergno la villa Inselmini ( Rust Oord), la più ampia e moderna casa privata in Cavergno divisa in due case di abitazione con ampio giardino.

A Cavergno ci sono famiglie assai benestanti grazie agli antenati che hanno lasciato loro il frutto della propria attività in Olanda. Ci fu a Cavergno un parroco che studiò a Roma dove fece conoscenza con dei cavergnesi. Il parroco era nato in Olanda da madre olandese e il padre era un Zanino di Cavergno. Il sacerdote morì a Cavergno nel 1855 e lo si ricorda nella lapide sotto il portico dell’ossario vicino al campanile, antica sede del cimitero di Cavergno.

Nel 1914 il maestro di musica della città di Rotterdam era un Marius Dadò.

Ritorno alle origini.

Discendenti delle famiglie Balli, Beltrami, Dadò, Martini, nati in Olanda sono giunti in questi ultimi anni a Cavergno per raccogliere informazioni riguardanti la loro discendenza.

Il 13 agosto 1926 trecentotredici turisti olandesi visitarono Cavergno e Bignasco lasciando in ricordo una lapide che si trova sulla parete esterna della scuola dell’infanzia di Cavergno. In seguito ogni anno un gruppo di turisti più o meno numeroso è giunto a Cavergno per una visita.

Dal 1896 al 1958 ben 28 giornali olandesi hanno profuso elogi in merito alla nostra emigrazione. Ciò significa che in Olanda non abbiamo lasciato cattiva impressione.

Conclusione.

Appunti scritti nell’anno 1958 da Felice Antonio Dadò di Cavergno, emigrante in Olanda dove vi rimase per 30 anni. Ritornato in Patria divenne sindaco di Cavergno per 28 anni e Presidente della Società di Sant’ Antonio da Padova per 53 anni. Personaggio dai molteplici interessi fu molto attivo in più ambiti pubblici nel distretto della Vallemaggia. Apicoltore appassionato è Presidente della Società valmaggese di apicoltura per molti anni.

Nato a Cavergno nel 1871, Antonio Felice Dadò muore all’età di 92 anni nel 1963.

Il documento cartaceo citato è stato adattato il più fedelmente possibile e riorganizzato per tematiche da Rolando Dadò, nipote di Antonio Felice Dadò. (6 aprile 2020)

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Rolando Dadò
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9 aprile 2020
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