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Prima e dopo gennaio 2016

1 febbraio 2016
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Questo servizio di Alain Melchionda andò in onda il primo febbraio 2016 nel programma televisivo «Il Quotidiano». Alcuni giorni prima, il 26 gennaio, nel contesto di una ristrutturazione aziendale operata in tutte le unità della SRG SSR, la RSI licenziò quindici dipendenti, facendoli tenere sotto controllo da personale esterno assunto allo scopo di contenerne eventuali forme di protesta.

Nei giorni successivi tutti i quotidiani della Svizzera italiana descrissero e commentarono lo stile con cui furono eseguiti i licenziamenti. Il 28 gennaio, nelle pagine de «La Regione» si leggeva:

Potrebbe trattarsi di una ‘fiction’ sul crac finanziario della Lehman Brothers, nel 2008, e invece è realtà. In diretta, quasi, dagli studi Rsi di Comano dove sono ‘andati in onda’ i quindici licenziamenti annunciati e concordati con i sindacati. Ma nessuno, a quanto pare, si attendeva questa sceneggiatura.

Il 2 febbraio, ancora «La Regione» scriveva per la penna del suo direttore Matteo Caratti:

È la crisi più profonda dalla sua nascita (della RSI). Per recuperare la fiducia bisognerà avviare un accurato lavoro di ricucitura, partendo dal proprio interno, non più dormendo sugli allori e accettando che i tempi sono cambiati anche per la RSI. Siamo fiduciosi: le energie e le forze, anche di qualità, ci sono. Ma una cosa è chiara: ci sarà un prima e un dopo il gennaio del 2016.

Il servizio del «Quotidiano» qui pubblicato documenta l’incontro del direttore della Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR SRG) Roger De Weck con il personale della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) all’auditorio Stelio Moro presso lo Studio Radio di Besso. La sala era quasi piena e la maggior parte dei dipendenti presenti stava in piedi in segno di protesta: il clima della discussione, incentrata sul piano di risparmio che comprendeva anche 18 licenziamenti, fu teso e l’incontro non valse a placare gli animi.

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29 gennaio 2021
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