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I benefici e le disillusioni dell'autostrada - Valle Leventina

23 ottobre 1986
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Un notevole mutamento nella struttura delle vie di comunicazione, che ha inoltre profondamente marcato l'organizzazione territoriale, è intervenuto con la progressiva attuazione dell'autostrada N2 da Basilea a Chiasso. L'impresa autostradale svizzera è stata pianificata negli anni cinquanta. In Ticino, i lavori sono iniziati nel 1962 intorno a Chiasso e sono terminati nel 1986 con l'apertura del tratto tra Castione e Biasca. Dall'incremento del transito di merci e di genti che il collegamento autostradale avrebbe portato con sé, il Ticino e i Ticinesi si aspettavano ricadute favorevoli per il turismo, l'industria, lo sviluppo regionale e l'integrazione con il resto della Svizzera.

L'autostrada ha però avuto effetti in gran parte diversi dalle attese suscitate. Decisivo non è stato il collegamento verso nord, bensì l'avvicinamento al bacino lombardo, la cui conseguenza principale è stata la crescita spesso caotica delle aree situate in prossimità degli svincoli autostradali del Sottoceneri e il consolidamento della piazza finanziaria ed economica luganese. L'asse autostradale ha favorito l'unificazione dello spazio cantonale: sono tuttavia andate deluse molte speranze e attese riguardanti lo sviluppo del turismo, le opportunità industriali e il sostegno alle economie periferiche. L'emarginazione tendenziale delle regioni più discoste dalla dorsale autostradale si è accentuata, mentre molte zone a ridosso dell'autostrada risentono i disagi che da essa derivano: congestione del traffico, inquinamento fonico ed atmosferico, degrado ambientale.

Si spiega in tal modo il divario esistente tra i sentimenti dell'opinione pubblica al momento delle rivendicazioni gottardiste e le disillusioni, dopo l'apertura al traffico della galleria stradale del San Gottardo, di fronte agli effetti imprevisti e talvolta indesiderati.

Indicizzazione delle sequenze:

0'01''-2'26'' Il valore estetico dell'autostrada

Nel 1960, il consigliere di Stato Franco Zorzi affida all'architetto Rino Tami il compito di consulente-supervisore per gli aspetti estetici dei manufatti autostradali in Ticino. Tami propone di utilizzare un solo materiale per tutti i manufatti, il cemento armato e di risolvere in modo unitario l'inserimento dei muri di sostegno, le spalle dei ponti, i sovrapassaggi e i servizi nelle aree di sosta. Tami stesso disegna i portali delle gallerie, tenendo conto ogni volta dell'inserimento nella morfologia del terreno.

L'autostrada nel suo insieme è bella, ma non mancano le pecche: l'arredo dell'area di ristoro Bellinzona nord (troppo folcloristica), l'attraversamento di Chiasso, il groviglio di cordoni autostradali di Airolo, il cemento che schiaccia il villaggio di Bissone.

2'27''- 4'29'' I lavori autostradali: un'opera monumentale

La storia dell'autostrada è una storia di lavoro e di lavoratori, realizzata soprattutto grazie all'apporto di migliaia di stranieri, dapprima provenienti quasi tutti dall'Italia. Le ore di lavoro complessive sono state circa 50 milioni. La maggior concentrazione di manodopera si registra intorno al 1965, con più di 1400 operai impegnati sui cantieri. Dal 1977 al 1983, circa 1000 operai lavoravano giornalmente sull'asse autostradale Airolo-Chiasso.

La costruzione dell'autostrada in territorio ticinese ha fatto 26 vittime tra i lavoratori, 11 dei quali morti nel lotto ticinese della galleria del S. Gottardo.

Suddivisi in 230 lotti di costruzione, i lavori autostradali hanno alimentato l'economia ticinese. Sono stati coinvolti 60 studi d'ingegneria, 90 imprese del genio civile, 40 ditte del ramo metalmeccanico.

L'autostrada completa costerà 4 miliardi e 150 milioni di franchi, ossia 28,5 milioni di franchi al chilometro. Investimenti sopportati dalla Confederazione nella misura del 92%.

4'30''-7'40 L'impatto paesaggistico dell'autostrada

Il Ticino si avvia a diventare un cantone corridoio. Le vie di comunicazione hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo economico del paese. Come la ferrovia alla fine dell'Ottocento, l'autostrada sta determinando negli ultimi decenni del XX secolo lo sviluppo degli insediamenti e la localizzazione delle attività produttive, consumistiche e del tempo libero.

Questo servizio di Fabio Dozio andò in onda il 23 ottobre 1986 nella trasmissione "Il Quotidiano". Mostra immagini inedite del 1962, quando venne costruita l'autostrada in Valle Leventina.

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7 marzo 2017
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