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Incontro con Bruno Amaducci

19 novembre 2014
Matteo Bellinelli
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua

Bruno Amaducci - deceduto il 27 gennaio 2019 - chiude al palazzo dei Congressi di Lugano la sua carriera di direttore d'orchestra il 23 ottobre del 2011, a 86 anni. Una passione nata a Pazzalino, dove fu sollecitato a dirigere il coro iniziato, e cresciuta nella Capitale francese prima come allievo, poi nel ruolo di docente a l' École Normale de Musique. Le numerose direzione contano la Traviata e Don Pasquale a Salisburgo, Falstaff al Metropolitan di New York, la Tosca a Graz, i lavori per l'Unione Unita della Radio EUR in occasione del centenario della morte di Bizet. Nel mondo della musica si è inserito svolgendo ruoli di primo ordine, lavorando per i programmi musicali della RTSI e creando appuntamenti con la grande musica in Ticino ( al suo attivo l'ideazione e la conduzione della Primavera Concertistica di Lugano e l'amministrazione a tutto tondo dell'Orchestra giovanile da camera "Fiori rari").

In quasi mezzo secolo ha collezionato vari riconoscimenti e onorificenze che possono solo dare l'idea del grande spessore della bacchetta di Bruno Amaducci.

L'intervista a Bruno Amaducci (di Maurizio Canetta e curata da Matteo Bellinelli), andata in onda il 19 novembre 2014, è suddivisa in una serie di capitoli cronologici e tematici:

  • L'infanzia in via Lavizzari
  • I genitori romagnoli
  • Scuola e educazione
  • I tempi della guerra
  • L'incontro con le note
  • Scelto dalla musica
  • L'arrivo a Radio Monte Ceneri
  • Un giovane factotum
  • Il Conservatorio Verdi a Milano
  • Toscanini alla Scala
  • La Lugano musicale del dopo guerra
  • Un ticinese a Parigi
  • l'Ecole Normale de Musique
  • Da Parigi con tre diplomi
  • La scoperta dell'opera
  • L'incontro con "Attila" di Verdi
  • C'è musica e musica?
  • Una carriera internazionale
  • Un ricordo speciale
  • Il Ticino come una prigione?

In occasione della morte di Bruno Amaducci, Christian Gilardi (responsabile del settore musicale del Dipartimento cultura della RSI) così ricorda il maestro:

«Bruno Amaducci (Lugano, 5 gennaio 1925-27 gennaio 2019) è stato senza dubbio una delle figure più importanti della cultura musicale della Svizzera italiana. Direttore d'orchestra, Responsabile dei programmi musicali della RSI, animatore culturale ha lasciato un segno indelebile e ha permesso la crescita della cultura musicale del nostro paese. Dopo aver cominciato a suonare le percussioni nella Civica Filarmonica di Lugano si era dedicato allo studio del violino con il maestro Cesare Bertoni, allora violino di spalla dell'Orchestra di Radio Monteceneri. La sua frequentazione alla RSI risale al 1942, quando entrò a far parte del Coro della RSI, fondato e diretto da Edwin Löhrer, di cui divenne in seguito anche segretario personale.

Nel 1946, con la fine della guerra, Amaducci frequentò il Conservatorio Giuseppe Verdi a Milano, in un'Italia in piena ricostruzione e ricca di stimoli culturali.

Ma è a Parigi che Amaducci cominciò la sua carriera di direttore d'orchestra, soprattutto grazie all'interessamento del grande pianista Alfred Cortot, che lo segnalò come un giovane promettente direttore e lo volle al suo fianco per dirigere alcuni concerti in Francia, Italia e Svizzera.

A partire dagli anni Cinquanta la carriera di direttore diventa di spessore internazionale: si distingue in occasione di un concerto sinfonico al Teatro la Fenice con la violinista Pina Carmirelli cui seguirà una serie di concerti in tutta Europa che lo vedranno dirigere i grandi capolavori del repertorio sinfonico e operistico.

Bruno Amaducci ha mantenuto, lungo tutto l'arco della sua carriera, dei forti legami con la realtà culturale-musicale della Svizzera italiana, e particolarmente con l'ente radiofonico. È però negli anni Settanta-Ottanta che il suo impegno per la vita musicale ticinese si fece più forte: la mole di iniziative culturali testimonia del ruolo di primo attore nel campo musicale ticinese, che egli rivestì in un periodo in cui la consacrazione quale maestro d'orchestra di fama internazionale gli permise maggiore influenza e possibilità d'azione. In questo senso vanno inoltre considerate la sua nomina, nel 1979, alla testa della Commissione per l'educazione musicale, la carica di Responsabile dei programmi musicali della RTSI (dal 1980 al 1988) e le direzioni artistiche della Primavera Concertistica di Lugano (1982) e dei Concerti di Locarno, elementi che vanno a rafforzare la sua influenza sulla vita musicale della Svizzera italiana. L'incarico di presidente del Comitato Nazionale per l'Anno Europeo della Musica (1985) fu significativo del riconoscimento di Amaducci non solo come maestro d'orchestra ma anche quale operatore culturale di grande spessore.

Nel 1970, fonda l'Associazione Ricerche Musicali, prima esperienza storiografica di ampio respiro in ambito musicale nella Svizzera italiana.

Nel 1982 Amaducci rilanciò i Concerti di Lugano sviluppando l'idea, di riportare in città una manifestazione musicale di livello internazionale: nacque così la Primavera Concertistica di Lugano la cui programmazione sarà curata da Amaducci per 14 edizioni per poi passare a Fernando De Carli nel 1996 e a Pietro Antonini nel 2002 per confluire poi nel 2015, dopo l'apertura del LAC in quella che oggi è Lugano Musica.

Dopo la nascita delle Ricerche Musicali nella Svizzera italiana - progetto improntato sul passato musicale della Svizzera italiana, Amaducci guardò al presente, immaginando una nuova iniziativa che potesse incidere sul tessuto vivo del Cantone. Nel 1978, nacque dunque, per iniziativa del maestro, la Fondazione Musica Ticinensis che ha avuto un ruolo importante nell'attività di promozione della musica da camera a livello regionale; l'assegnazione di premi ed incentivi finanziari ai giovani compositori e musicisti della Svizzera italiana; l'istituzione di borse di studio per i giovani provenienti da famiglie di modesta condizione e l'organizzazione di rassegne musicali.

Un' attività musicale a tutto campo, che ha visto il direttore d'orchestra luganese impegnato in una carriera concertistica importante e parallelamente capace di essere attore culturale e musicale al fianco dei giovani musicisti con l'intento unico di innalzare la crescita professionale della Svizzera italiana. Tutti gli siamo debitori riconoscenti!»

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22 febbraio 2017
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