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Una petizione per i diritti dei bambini migranti

20 novembre 2017
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

In occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è stata consegnata alla Cancelleria federale una petizione firmata da oltre 30 mila persone e circa 200 organizzazioni umanitarie per chiedere al Consiglio federale di dare maggiore importanza ai diritti dei bambini in cerca di asilo: per i firmatari la Confederazione dovrebbe proteggerli meglio sfruttando tutte le deroghe previste dall’accordo di Dublino per evitare che, applicando le regole in modo troppo severo, i figli vengano separati dai genitori (l’accordo di Dublino prevede che il primo Stato europeo dove vengono memorizzate le impronte digitali di un migrante è anche lo Stato responsabile della richiesta di asilo).

Questo servizio andò in onda nell’edizione serale del «Telegiornale» il 20 novembre 2017. Lo stesso giorno, nelle pagine di Swissinfo, si leggeva:

«Diverse organizzazioni di tutela dei profughi, in occasione della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, hanno consegnato al governo svizzero un “appello nazionale contro la cieca applicazione del regolamento di Dublino”. All’esecutivo chiedono di essere più attento verso l’obbligo di proteggere i bambini rifugiati e le loro famiglie.

Le ONG – tra le quali “Amnesty International”, “Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati”, “Solidarité sans frontières” – hanno anche inviato una lettera alla responsabile del dipartimento federale di Giustizia e Polizia Simonetta Sommaruga e agli esecutivi di tutti i Cantoni per chiedere loro un incontro per discutere le rivendicazioni dell’appello lanciato in aprile e già firmato da 33’000 persone.

In un comunicato le ONG affermano che, in nome del regolamento Dublino, dei bambini sono stati tolti dalle loro classi durante l’anno scolastico o costretti a interrompere trattamenti medici o psicologici. Alcuni di loro sono perfino stati separati da uno dei genitori, in violazione dell’interesse superiore del fanciullo e della Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia.

La nota odierna sottolinea che l’appello all’esecutivo federale “non chiede un cambiamento di legge”, né uno stravolgimento della politica di asilo, ma unicamente un cambiamento delle pratiche amministrative nell’applicazione del regolamento Dublino. “È un appello al buon senso”: si tratta di meglio proteggere i rifugiati vulnerabili, come prevede il regolamento stesso.

I base all’articolo 17 paragrafo 1, una clausola discrezionale consente infatti di entrare in materia sulle richieste di asilo “per motivi umanitari, di compassione e per permettere il ricongiungimento familiare”, precisano le ONG nell’appello consegnato in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia.

La Svizzera - aggiungono - applica il regolamento di Dublino in maniera particolarmente scrupolosa, poiché è nel gruppo di testa per il numero di rinvii a livello europeo. In base ad esso, nel 2016 la Confederazione ha rinviato 3’750 persone e ne ha accolte solo 469. Germania e Svezia contano più rinvii (rispettivamente 3’968 e 5’244 nel 2016), ma registrano pure il maggior numero di persone accolte (rispettivamente 12’091 e 3’306).»

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