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La questione dei fondi ebraici nelle banche svizzere

3 aprile 1997
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua

In diretta dall'hangar dell'ex aeroporto militare di Ambrì, l'edizione della trasmissione televisiva «FAX» andata in onda il 3 aprile 1997 fu dedicata alla questione dei fondi ebraici in giacenza nelle banche svizzere.

In breve, la vicenda è così riassumibile. Nel 1995, le organizzazioni ebraiche avevano cominciano a far pressione sulle banche svizzere affinché fornissero dettagli sui conti in giacenza che si sospettavano appartenere a vittime dell'Olocausto. Gli istituti di credito elvetici fecero resistenza, appoggiandosi sul segreto bancario.

Nei mesi seguenti, negli Stati Uniti furono sporte denunce collettive nei confronti delle banche svizzere.

Nel 1996, l'Associazione svizzera delle banche e i politici elvetici, accettò la creazione di gruppi d'esperti indipendenti. Il comitato Volcker si mise alla ricerca dei conti in giacenza e dei rispettivi aventi diritto, ritrovandone decine di migliaia.

La Commissione indipendente d'esperti Svizzera - seconda guerra mondiale (CIE) diretta da Jean-François Bergier e istituita dal governo svizzero, si concentrò su numerosi aspetti controversi, tra cui la politica d'asilo e i rapporti economici e finanziari tra la Confederazione e le potenze dell'Asse. I risultati delle ricerche confluiscono in 25 studi e in un rapporto finale pubblicato nel 2002.

Nel 1997 il governo svizzero, la banca nazionale e diverse altre ditte istituirono un fondo speciale per le vittime dell'Olocausto, dotato di 300 milioni di franchi.

Il 12 agosto 1998, UBS e Credit Suisse accettarono di pagare 1,25 miliardi di dollari (circa 1,8 miliardi di franchi all'epoca) alle vittime della Shoah e ai loro discendenti.

La puntata di «FAX» qui pubblicata andò quindi in onda in un momento storico molto particolare, che vide la Svizzera a salire sul banco egli imputati e compromessa la sua immagine di Paese neutrale.

In studio, con il conduttore Lorenzo Mammone, vi furono Mauro Cerutti: storico; Hans Rapold: divisionario, storico; Jean Ziegler: Consigliere nazionale; Gudio Rivoir: ex cappellano militare; Bruno Rusca: pilota; Claudio Generali: dell'Associazione Svizzera delle Banche; Flavio Maspoli: Consigliere nazionale; Roberto Vecchi: redattore capo della Rivista militare; Ettore Monzeglio: volontario; Silvano Gilardoni: storico; Marino Viganò: storico; Liliana Segre: profuga; Enrico Misrachi: profugo; Guido Lopez: profugo; Marisa Bonzanigo: volontaria campi profughi; Rolf Bloch: presidente della Comunità Israelita Svizzera.

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