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Sciopero delle donne

Sciopero delle donne

14 giugno 1991
Adriano Crivelli
Fondazione Pellegrini Canevascini

Fonte: Libera Stampa

Data di pubblicazione: 14 giugno 1991

Autore: Adriano Crivelli

L'immagine proposta è quella apparsa in prima pagina sull'edizione di Libera Stampa del 14 giugno 1991, giorno dello sciopero delle donne in Svizzera. Questa data non era stata scelta a caso: il 14 giugno 1981, il popolo svizzero e i Cantoni avevano accettato di ancorare nella Costituzione il principio della parità tra uomo e donna: "Uomo e donna hanno uguali diritti. Le legge ne assicura l'uguaglianza soprattutto per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a una retribuzione uguale per un lavoro di pari valore" (art. 4, capoverso 2).

Dieci anni dopo, la parità era lungi dall'essere stata raggiunta: persistevano numerose discriminazioni, specialmente per quanto riguardava le retribuzioni e le pari opportunità di carriera; discriminazioni che persistono ancora oggi e che in certi casi si sono persino aggravate con la crisi.

Queste le principali richieste delle donne in occasione dello sciopero: salario uguale per un lavoro di pari valore; condizioni di lavoro rispettose della personalità; possibilità reali di formazione, integrazione e promozione professionale; infrastrutture sociali e prestazioni assicurative che permettano alle donne di conciliare gli impegni familiari e professionali; equa ripartizione dei compiti domestici; il rispetto dell'integrità e della dignità delle donne.

La giornata del 14 giugno ha dato luogo a cortei e iniziative originali e spontanee in tutto il Paese, alle quali si stima abbiano partecipato circa 100'000 donne e ragazze. Dando prova anche di umorismo e inventiva, le donne hanno voluto rilanciare il dibattito sulla parità tra i sessi, uscendo dagli steccati ideologici che avevano contraddistinto nel XX secolo le lotte per l'emancipazione femminile.

L'illustrazione proposta è opera di Adriano Crivelli, già allora caricaturista affermato e dallo stile immediatamente riconoscibile. Il disegno gioca anch'esso sul registro umoristico e inventivo, con l'Elvezia che abbandona provvisoriamente il suo ruolo di icona sulla moneta da due franchi per aggregarsi alla battaglia delle donne reali per la parità.

La parità tra uomo e donna, era pure stato il tema principale della festa dei lavoratori del 1991 in Svizzera. Per l'occasione, il numero speciale di Libera Stampa del 30 aprile, aveva pubblicato in prima pagina un'altra vignetta di Adriano Crivelli. Il disegno, basato sul simbolo della femminilità, ricorda vagamente il gioco dell'oca e illustra la presenza dinamica e senza complessi delle donne in quasi tutte le attività professionali, anche in quelle ritenute tradizionalmente maschili. Il messaggio immediato è che le donne sono in grado di svolgere qualsiasi attività sociale e lavorativa.

La FPC e la Camera del Lavoro hanno pubblicato subito dopo la giornata del 14 giugno 1991 una serie di riflessioni e testimonianze sullo sciopero, in un volumetto di un centinaio di pagine intitolato Se le donne vogliono tutto si ferma.

L'archivio di Libera Stampa è solo uno tra il centinaio di fondi gestiti dalla FPC

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