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Ritratto di Bixio Candolfi

7 dicembre 2018
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Il «Quotidiano» del 7 dicembre 2018 diede notizia della morte di Bixio Candolfi, fornendone un ritratto realizzato da Beatrice Zeli.

In occasione della mostra dedicata a Bixio Candolfi cent’anni dalla nascita inaugurata il 25 novembre 2019 presso la Biblioteca Cantonale di Lugano, i curatori hanno così presentato questo intellettuale impegnato nella divulgazione didattica della cultura.

Bixio Candolfi nasce a Locarno il 24 novembre del 1919, in una famiglia modesta in cui la lettura è di casa: «Fin da ragazzo, irresistibilmente attratto, dopo i primi Salgari, dai libri accavallati sui palchetti di mio padre: Cavallotti (mio padre era un fiero radicale), Carducci (con Olindo Guerrini), Bertacchi (“il poeta della montagna”), Foscolo, Manzoni, Dante, Omero. E dalla biblioteca di mia madre: la Deledda, la Serao, il Fogazzaro, Pirandello, Giacosa (in casa mia si amava molto il teatro), De Amicis, Angelo Nessi, qualche autore francese, i grandi russi». Il padre, originario di Comologno, è impiegato postale a Locarno; la madre, luganese, è figlia del giornalista Giuseppe “Pin” Bianchi (fratello del celebre esercente Luigi “Gin” Bianchi).
Il giovane Bixio Candolfi si forma poi alla Scuola magistrale e all’Università di Berna. Nel 1942 è assunto come “professore di classe” e docente di lingue alla Scuola commerciale di Chiasso. In quegli anni inizia anche la sua collaborazione alla Radio, dove crea e adatta radiodrammi, promuove programmi culturali e concepisce con Gabriele Fantuzzi la fortunata trasmissione La costa dei barbari. Nel 1963 inizia a collaborare alla televisione. Quattro anni dopo assume la carica di direttore del settore culturale e abbandona l’insegnamento. Nel 1977 è nominato direttore dei programmi radiotelevisivi, incarico che ricopre fino al pensionamento, nel 1984.
Fuori dall’ambito professionale è attivo negli anni ’40 come calciatore e come giornalista sportivo, fonda i Cineclub di Chiasso e di Lugano ed è tra gli iniziatori di Cinema e gioventù al Festival di Locarno e membro della Federazione svizzera dei Cineclub e della Commissione federale del Cinema. Nel 1966 crea l’Associazione amici di Comologno, che presiede fino al 1996.
Muore nel 2018, al Centro sociale onsernonese di Russo, poco dopo aver festeggiato i 99 anni.

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