Le informazioni di membri e visitatori sono analizzate in modo anonimo per fornire il miglior servizio possibile e rispondere a tutte le esigenze. Questo sito utilizza anche dei cookies, ad esempio per analizzare il traffico. Puoi specificare le condizioni di archiviazione e accesso ai cookies nel tuo browser. Per saperne di più.

La lenta conquista del suffragio femminile - Cantonali GR 1983

27 febbraio 1983
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Le donne svizzere ottennero il diritto di voto e d'eleggibilità sul piano federale soltanto nel 1971, ma soltanto una ventina d'anni dopo l'uguaglianza politica tra i due sessi s'impose integralmente anche a livello cantonale e comunale. Discriminando a lungo le donne sul piano politico, la Svizzera costituì dopo la seconda guerra mondiale un caso quasi unico tra i paesi occidentali.

Le principali ragioni di questo ritardo sono indubbiamente da ricercarsi nel sistema politico elvetico: il federalismo e la democrazia diretta hanno richiesto per l'introduzione del diritto di voto e d'eleggibilità delle donne il consenso maggioritario degli uomini aventi il diritto di voto a livello federale, cantonale e comunale.

Le associazioni femminili si sono battute sin dall'inizio del Novecento per l'uguaglianza politica tra i due sessi, ma nelle numerose votazioni cantonali tenutesi dal 1919 e nella prima consultazione federale nel 1959, il suffragio femminile fu sempre respinto a larga maggioranza. Le donne dovettero accontentarsi di concessioni parziali in ambito parrocchiale, patriziale o scolastico. Dal 1959 l'uguaglianza politica tra i due sessi comincia ad affermarsi in alcuni Cantoni e il movimento si accelera dopo l'introduzione del suffragio femminile sul piano federale il 7 febbraio 1971.

In Ticino, dove le donne capofamiglia avevano ottenuto nel 1919 per decisione del Gran Consiglio il diritto di voto nei patriziati, il suffragio femminile fu introdotto nel 1969; nei Grigioni il diritto di voto e d'eleggibilità in ambito cantonale e di circolo fu approvato nel 1972, mentre nel 1983 una votazione popolare decretò l'obbligo per tutti i Comuni di concedere i diritti politici alle donne.

Indicizzazione delle sequenze:

0'01''-3'04'' Alcuni Comuni grigionesi irriducibili

Il 27 febbraio 1983, i votanti del Canton Grigioni hanno accettato una modifica dell'articolo 7 della Costituzione cantonale, sull'introduzione obbligatoria del diritto di voto e d'eleggibilità alle donne sul piano comunale.

Buseno (133 abitanti) è uno dei 14 comuni su 213 che hanno finora negato i diritti civici alle donne e che si è espresso negativamente anche nella consultazione odierna. Nel servizio esprime la propria opinione una cittadina di Buseno, mentre il commento alla votazione è del consigliere di Stato Bernardo Lardi.

Questo servizio di Zoe Salati andò in onda il 27 febbraio 1983 nella trasmissione "Il Regionale". Ne sono argomento le votazioni cantonali nel Canton Grigioni per la modifica dell'articolo 7 della Costituzione cantonale sul diritto di voto e di eleggibilità per le donne in materia comunale: 14 Comuni, tra i quali Buseno, hanno preferito bocciare la riforma. Intevistato: B. Lardi, presidente del Governo.

Devi essere registrato in per poter aggiungere un commento
Non ci sono ancora commenti!
La rete:
Sponsor:
3,884
1,609
© 2019 di FONSART. Tutti i diritti riservati. Sviluppato da High on Pixels.