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Studi, amore, calcio e cinema

Dopo il ginnasio Bixio Candolfi frequenta la Scuola magistrale di Locarno: sbocco naturale per chi, in particolare nel Sopraceneri, appartiene a una famiglia modesta. Non c’è, a quel momento, una vocazione all’insegnamento, che si svilupperà più tardi, sul campo, con l’assunzione alla Scuola commerciale e professionale del Comune di Chiasso.

Negli anni della seconda guerra mondiale si concentrano e sovrappongono molti fattori che segneranno la vita di Bixio Candolfi: gli studi universitari a Berna (con un breve periodo a Losanna), l’avvio della carriera di insegnante a Chiasso, il concomitante inizio delle collaborazioni radiofoniche a Lugano, il matrimonio nel 1944 con Nice Bianchi, conosciuta a Berna e che lo accompagnerà per tutta la vita. Ma anche il servizio militare e la mobilitazione. E ancora il calcio: una breve ma intensa carriera iniziata, di nascosto dal padre, nei ranghi dei Boys del Locarno e continuata poi in prima squadra, carriera che ha il suo momento più alto nel quarto di finale di Coppa Svizzera del 1943 vinto dalle “Bianche casacche” contro lo Young Boys. Per ragioni professionali abbandona poi questo livello agonistico, giocando occasionalmente in squadre amatoriali, tra cui quella del Comologno nei tornei di valle. A questi anni risale anche la sua attività di giornalista sportivo (sarà tra i fondatori, nel 1946, dell’Associazione ticinese dei giornalisti sportivi).

Poco dopo la guerra, all’insegnamento e alla radio si aggiunge la promozione attiva del cinema, con la fondazione dei Cineclub di Chiasso e Lugano (1949). Più tardi sarà iniziatore e animatore di «Cinema e Gioventù» al Festival di Locarno (1960). Attività non certo disgiunte: dentro la scuola arrivano gli stimoli dell’uomo di radio e del cinefilo; nella produzione radiofonica e nella promozione del cinema agisce la spinta educativa dell’insegnante.

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