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Gli anni televisivi

Passato alla televisione nel 1963, Bixio Candolfi viene nominato alla direzione del settore culturale già nel 1967 e dieci anni dopo alla direzione dei programmi radiotelevisivi. Queste nomine lo allontanano dalla realizzazione diretta dei programmi, oltre che dalla scuola, mentre cresce il peso delle mansioni gestionali e burocratiche.

Nel 1965 crea, con Gabriele Fantuzzi, «Processo al secolo», trasmissione che affronta temi di attualità mettendo in scena un processo con tanto di giudice, atto di accusa, arringa difensiva e testimoni: un tentativo di affrontare questioni serie attraverso un linguaggio televisivo popolare. Altri temi messi alla sbarra: il cinema, la televisione, il giornalismo, l’antifemminismo o ancora la famiglia, difesa da Natalia Ginzburg e Giorgio Bocca, accusata da Guido Calgari e Padre Turoldo, con il quale Candolfi resterà legato da un rapporto di stima e amicizia («un uomo straordinario… una delle figure che mi hanno impressionato di più»).

Tra i programmi prodotti da Bixio Candolfi direttore ricordiamo almeno «Enciclopedia TV», settimanale di approfondimento culturale andato in onda dal 1968 al 1978, e i dibattiti di «Questo e altro», condotti prevalentemente da Giovanni Orelli tra il il 1968 e il 1979. Tra le idee non realizzate, una fiction in tredici puntate sulla storia dell’anarchismo.

Quanto al Candolfi dirigente, nella mostra luganese sono stati esposti materiali relativi a suoi interventi all’assemblea della CORSI o in congressi internazionali e alcune testimonianze scritte dai suoi dipendenti al momento del suo pensionamento. Sarà anche solo per lo spirito del tempo, ma con lui è finita un’epoca: «la Televisione, per lui, era chi ci lavorava, era la creatività, era il rapporto diretto», si legge sul «Giornale del Popolo» del 26 novembre 1999. E si ricorda la TSI come una «famiglia allargata, grazie anche al suo carisma e alla spontaneità e agli entusiasmi che riusciva ad accendere». Poi è venuta l’azienda.

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