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Corteo e festa della vendemmia

La prima festa della vendemmia è allestita nell'autunno del 1932 quale contorno alla festa delle società ticinesi di canto che si svolge a Castagnola. Si pensa di organizzare per l'occasione anche un corteo, per cui si ricorre alla Pro Lugano che elargisce 300 franchi per un carro (oggi ne versa oltre 15'000 per ogni carro).

Così scriveva Ottavio Lurati, in un articolo del 1981 intitolato Turismo e folclore: il caso ticinese .

Messo perennemente in discussione da chi vedeva nello spettacolo non tanto l'esposizione delle tradizioni ticinesi, quanto la diffusione oltre Gottardo di cliché sul Ticino e sulla sua gente, il corteo è stato interrotto per ragioni in primo luogo finanziarie e poi organizzative. "Non sono più di una trentina le persone che si mettono a disposizione per prepararlo" scriveva ancora Lurati, riferendosi già ad alcuni decenni prima del tracollo. Sta di fatto che il corteo della vendemmia è stato tra gli ultimi e più seguiti allestimenti di massa, insieme alla Fiera svizzera di Lugano, ad aver segnato il panorama turistico del Sottoceneri. È capitato persino che a qualche edizione, per l'eccessiva lunghezza della sfilata dei carri, testa e coda del corteo s'incontrassero al ritorno da Paradiso verso Cassarate.

In questo dossier stiamo raccogliendo servizi che la RSI dedicò a quella, che fu una delle più celebri feste popolari, cominciando dai servizti diffusi dei primi anni Ottanta.

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