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Piero Bianconi parla delle lettere di Giovanni Pedrazzini

13 novembre 1973
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Nel 1973, Pero Bianconi pubblicò presso la casa editrice Petrazzini di Locarno il volume intitolato: «Lettere di Giovanni Pedrazzini dall’America ai familiari». Sulla figura di Giovanni Pedrazzini citiamo due ampi paragrafi tratti da un articolo di Markus Felber e Sergio Fontana pubblicato nel numero 260 della rivista «Scuola Ticinese» intitolato: «Dalle miniere di Arizpe (Messico) alla scuola media di Morbio Inferiore»:

Giovanni Pedrazzini (Locarno 1852 - Monte Carlo 1922) emigra dal Ticino negli Stati Uniti d’America nel 1877 I primi anni della sua vita di emigrante sono estremamente difficili e pur lavorando in numerose zone minerarie in cui viene sfruttato carbone, si occupa piuttosto di contabilità, si improvvisa cameriere e oste, commercia frutta. Un’accurata raccolta di lettere (vedi: Lettere di Giovanni Pedrazzini ai familiari, pubblicate nel 1973) ci informa di questo tormentato periodo che lo porta da New York a Eureka (Nevada), a Hermosillo (Messico), a Marysville (California), e poi nuovamente a Eureka (dove nel frattempo sono state aperte nuove miniere di argento), a San Diego, ancora a Hermosillo, poi a New York, per approdare nel 1884 a Sinoquipe in Messico. Giovanni Pedrazzini scriverà alla famiglia da questa località “[…] dovendo io amministrare una gran proprietà nelle montagne […] e nota bene che questo distretto è grande quasi come la nostra Svizzera interna, senza nessuna comodità di strade ferrate e diligenze.” Il periodo fra il 1884 e il 1886 è contrassegnato da numerosi problemi dovuti sia allo sviluppo dell’area mineraria della quale Pedrazzini si occupa sia agli attacchi degli indiani Apachi “[…] che minacciano le miniere e la popolazione, facendo razzia di bestiame e qualche morto”.
L’attività mineraria nella zona di Arizpe (distretto di Sonora, Messico) decolla finalmente dopo il 1886 grazie alla costanza e all’audacia di Giovanni Pedrazzini. Le miniere “El Carmen”, “San Gottardo” e altre ancora occupano, nel momento di massimo successo e splendore economico, ben 200 minatori, valendo le miniere “…800’000 franchi di oro sonante”. Giovanni Pedrazzini rimpatria nel 1900 con la moglie messicana Dolores e 6 figli (4 altri nasceranno a Locarno), dopo “aver fatto fortuna”, come attestato dai suoi beni di inizio secolo, con importanti investimenti immobiliari a Parigi, Monte Carlo, Zurigo e Locarno. Sarà Sindaco di Locarno e promotore dell’urbanizzazione del cosiddetto “quartiere nuovo”, sarà fra i promotori della costruzione della Funicolare della Madonna del Sasso e della Ferrovia della Valmaggia come pure della costituzione della Società Elettrica Sopracenerina e di una importante banca svizzero-americana.

Questo servizio di Gianna Paltenghi andò in onda il 13 novembre 1973 nel programma televisivo «Pagine aperte». È una intervista ad Piero Bianconi, il quale parla dell’epistolario di Giovanni Pedrazzini.

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9 ottobre 2020
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