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Il lago di Origlio

1 luglio 1980
RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Dall'inizio degli anni Novanta, la RSI ha cominciato a raccogliere filmati realizzati nella Svizzera italiana da operatori amatoriali, conservandoli in un fondo speciale.

Opere girate nel corso dell'intero Novecento, usando supporti di vario tipo, sono state digitalizzate, documentate e poi restituite ai legittimi proprietari. Si è andato così costituendo un archivio audiovisivo d'importanza fondamentale per documentare la vita sociale nella Svizzera italiana, attraverso il punto di vista sempre molto soggettivo di questi filmati.

Nel corso degli anni, sono state molte le trasmissioni televisive della RSI che hanno beneficiato di questo straordinario archivio, che conserva testimonianze di un tempo, nel quale le telecamere della RSI non esistevano neppure. Per la sua stessa natura di storia partecipativa, lanostraStoria.ch è il contesto ideale per pubblicare una selezione di questi filmati amatoriali conservati nelle teche RSI.

Il documento qui pubblicato risale agli inizi degli anni Ottanta. Si tratta di un montaggio di riprese fatte nei pressi del lago di Origlio da René Schlup. Sono immagini del laghetto, della vegetazione, dell'acqua. Sebbene protetto, il lago era meta di turisti, che vi si avvicinavano con camper e automobili, portandovi gommoni e tende. Decine di veicoli parcheggiati, motorini, motociclette; ammassi di rifiuti, che l'autore del film mostra allo scopo di denunciare l'allora scarsa sensibilità ambientale.

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  • Alberto Gadoni

    Quanti ricordi legati al laghetto di Origlio, un vero gioiellino della natura e una passeggiata lungo i sentieri nella totale tranquillità e pace del luogo. Il filmato e le immagini di allora, documentano in modo eloquente tutto ll "caos" del traffico e di tutto quanto avveniva in modo disordinato e scriteriato, dentro e fuori lo specchi d'acqua, (auto, moto, gommoni ecc..) posso quindi comprendere la giusta decisione delle Autorità di voler salvaguardare e proteggere la zona e vietare l'utilizzo del lago e delle aree circostanti. Un utilizzo selvaggio e sproporzionato del sito, con tanto di chiosco posto sul praticello, affollato all'inverosimile di bagnanti e non solo locali, che mostravano rifiuti e una "scarsità di sensibilità e rispetto per l'ambiente. Abitando a pochi minuti da Origlio, ancora oggi settimanalmente e da pensionato, mi faccio la solita e salutare "passeggiatina e il mio giretto" in zona e il pensiero ritorna inevitabilmente a quei giorni dei primi anni '80, trascorsi con proprio li, con i miei figli , durante tutto l'anno e con tutte le stagioni. In estate bagno e sole e ed in inverno sul ghiaccio. Sarò, e sono certo, che anch'io faccio parte di quelli che posteggiavano, dove era possibile, ma impagabile era godere poi delle belle e salutari nuotate, attraversando in lungo ed in largo e con i ragazzi lo specchio d'acqua, senza dimenticare che alla sera ed in estate, tornando dal lavoro, era frequente una sosta, per me un tuffo rinfrescante prima del rientro a casa. Inoltre, nei periodi invernali con temperature rigide, dove lo specchio gelava, volontari e appassionati, si prendevano cura di controllare lo spessore e la tenuta di sicurezza, e per noi della zona, era consuetudine recarsi lassù, con i ragazzi, godendo della natura in tutta la libertà e di poter pattinare, con bastone e disco, imitando i giocatori di hokey di allora e che a volte, li potevi anche li incontrare di persona, un solo esempio: Alfio Molina. Una considerazione finale; peccato che questo paradiso, unico qui da noi, non possa essere, regolamentato in modo chiaro per essere ancora fruito dai bagnanti, come e’ sempre stato possibile in altri laghetti della nostra Svizzera e all’estero , pensando anche che la sensibilità di molti cittadini sta cambiando, in meglio, pensando altresì di rendere ancora accessibili e agibili parte delle rive e spiagge dei nostri laghi, oggi private, e illusione o utopia? La speranza è l’ultima a morire, ma una cosa è certa! i nostri nipoti, non potranno "assaporare" queste nostre belle esperienze, dovute anche in parte ai cambiamenti climatici in atto, di quanto noi abbiamo avuto la fortuna di godere e così per tanto tempo.

19 giugno 2017
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